UNO SOLO È IL CORPO, UNO SOLO È LO SPIRITO: A PASTURO LA PREGHIERA ECUMENICA ILLUMINA LA SETTIMANA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI 2026

Scritto il 24 gennaio, 2026

La Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani del 2026, dedicata al tema biblico “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Ef 4,4), ha trovato a Pasturo uno dei suoi momenti più intensi e partecipati per il Decanato della Valsassina. La sera del 23 gennaio, nella chiesa di Sant’Eusebio avvolta dalla neve, un numero significativo di fedeli si è riunito per la Preghiera Ecumenica, accompagnata dai canti del coro di Margno e Casargo diretto dal maestro Gianmichele Brena, che ha contribuito a creare un clima di raccoglimento e fraternità.

La celebrazione di quest’anno è stata preparata da un gruppo ecumenico della Chiesa Apostolica Armena, la prima nazione al mondo ad aver adottato il cristianesimo come religione ufficiale nel 301. La scelta dell’Armenia come riferimento spirituale ha portato con sé il peso e la testimonianza di una storia segnata da persecuzioni, tra cui il genocidio del 1915-1923, e dalla dispersione del suo popolo nel mondo. La loro riflessione ha offerto un contributo profondo al tema dell’unità, vissuta non come uniformità ma come comunione che resiste alle prove della storia.

Il percorso diocesano della Settimana aveva già toccato la zona terza con due celebrazioni: il 21 gennaio al Caleotto per il decanato di Lecco e il 22 gennaio a Crevenna per il decanato di Erba. Tutte le celebrazioni erano ispirate a Cristo “Luce da Luce”, come professato nel Credo niceno-costantinopolitano, di cui è stato recentemente commemorato il 1700° anniversario. A Pasturo la preghiera è stata guidata dal decano don Lucio Galbiati, da don Andrea Lotterio, responsabile per l’ecumenismo della zona di Lecco, da don Bruno Maggioni, responsabile del gruppo missionario decanale, e dal diacono Alberto Tritini. L’assemblea ha vissuto un momento particolarmente suggestivo quando, dall’unico cero acceso, è stata distribuita la luce ai lumini dei fedeli, un gesto simbolico che ha reso visibile il messaggio della serata: l’unità nasce da una sorgente comune e si diffonde attraverso la testimonianza di ciascuno.

L’omelia, ricca di riferimenti biblici e spirituali, ha invitato a riconoscere l’unità come dono e responsabilità, soprattutto in un tempo segnato da conflitti, divisioni e fragilità sociali. La celebrazione si è conclusa con la processione dei fedeli ai piedi dell’altare per ricevere un piccolo ricordo della Settimana e per deporre un’offerta destinata al Patriarcato Latino di Gerusalemme, finalizzata alla ricostruzione delle scuole nei territori occupati: un gesto concreto di solidarietà verso comunità cristiane che vivono situazioni di grande difficoltà.

Il Decanato di Primaluna, con la sola eccezione del 2025 quando la celebrazione fu unica per tutta la zona di Lecco, si conferma fedele all’appuntamento ecumenico di gennaio, rinnovando ogni anno il proprio impegno a pregare per l’unità delle Chiese cristiane. In un mondo attraversato da tensioni e differenze, il richiamo paolino a essere “un solo corpo e un solo spirito” risuona come un invito e una sfida: costruire ponti, custodire la speranza e testimoniare la pace che nasce dall’incontro e dal dialogo.

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