Non può essere cosi! Non può essere che vince sempre la paura: la paura di esporsi;…
DON STEFANO COMMENTA IL VANGELO DELLA 10ª DOMENICA DOPO PENTECOSTE
Scritto il 1 agosto, 2026

In quel tempo. Seduto di fronte al tesoro, il Signore Gesù osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
Gesù chiama a se i suoi discepoli e li invita a posare il loro sguardo sulla donna vedova e povera. Continua così a invitarli a distogliere lo sguardo e, di conseguenza, il cuore da coloro che vengono normalmente osannati, ritenuti importanti, esemplari. Quello che questa donna vive lo commuove, gli piace. Come se riconoscesse in lei una bellezza e una verità che sono il suo compiacimento. Suo e del Padre. Lei è così come Dio vorrebbe che fosse ciascuno di noi.
Pochi versetti prima del brano proposto troviamo Gesù che esorta i discepoli con queste parole: “Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere”.
Come se dicesse a ciascuno di noi: “via lo sguardo” da chi agisce come gli scribi! Imparate invece da questa povera vedova! Non sono da imitare gli scribi! È da imitare questa vedova.
E’ una esortazione che vale la pena chiedersi se è detta anche per noi. Gesù ci chiede che posto occupano nel nostro cuore esempi di generosità vera, sincera, gesti di vera dedizione a Dio e al prossimo, cuori concentrati sull’essenziale che è fare della propria vita un dono perché consapevoli che tutto nella vita ci è donato. Gesù ci chiede di posare lo sguardo su chi sa amare davvero così da esserne affascinati e poi conquistati e poi chiamati a fare altrettanto per essere così davvero la sua gioia, il suo compiacimento.
Credo che Gesù ci chieda anche di assomigliare a lui proprio nel cercare di aiutare altri a posare lo sguardo del cuore su chi assomiglia a questa vedova. Come educatori, come amici, come persone che si prendono cura di altri siamo invitati a offrire buone opportunità per distogliere lo sguardo da chi di fatto non sceglie di essere veramente uomo, figlio, fratello per posarlo su chi invece riesce ad esserlo davvero.
Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo
Sorry, the comment form is closed at this time.



















































No comments yet.