TRIDUO DI PASQUA ALL’ORATORIO DI INTROBIO: TANTI BAMBINI, RAGAZZI E COMUNITÀ IN CAMMINO

Scritto il 4 aprile, 2026

All’Oratorio di Introbio, il Triduo di Pasqua è stato vissuto come un unico grande respiro di fede, un percorso che ha intrecciato silenzio, preghiera, gesti simbolici e una partecipazione sorprendentemente ampia. Guidata da don William Abbruzzese, la comunità ha attraversato i giorni più intensi dell’anno liturgico con uno stile semplice ma profondamente coinvolgente, in continuità con le tante iniziative che il sacerdote porta avanti in Valsassina per accompagnare giovani e famiglie verso la Pasqua.

Il Giovedì Santo ha trovato il suo cuore nella memoria dell’Ultima Cena, un tema che don William ha più volte valorizzato anche in altre realtà della Comunità Pastorale, sottolineando come i gesti di Gesù — il pane spezzato, il calice condiviso, la lavanda dei piedi — siano la chiave per comprendere tutto il Triduo: un amore che si dona, un servizio che si fa stile di vita. Molti ragazzi dell’oratorio hanno partecipato alla celebrazione, vivendo con attenzione e curiosità il significato di un gesto che parla di fraternità e responsabilità reciproca.

Il Venerdì Santo, giorno della Croce, è stato segnato da un clima di raccoglimento profondo. Le parole richiamate da don William nelle celebrazioni — che invitano al silenzio, alla contemplazione e alla consapevolezza del dono totale di Cristo — hanno accompagnato la comunità in un momento di intensa partecipazione. Le famiglie, i giovani e gli anziani hanno condiviso la Via Crucis e la liturgia della Passione, trasformando l’oratorio e la chiesa in luoghi di ascolto e di comunione.

Il Sabato Santo, con il suo silenzio carico di attesa, ha preparato la comunità alla Veglia Pasquale, celebrata con grande partecipazione. Il simbolo della luce, che rompe il buio del sepolcro, è stato accolto con emozione dai presenti, in particolare dai bambini e dai ragazzi che hanno animato la celebrazione con canti e preghiere. Don William ha ricordato come questo giorno non sia tristezza, ma certezza della vittoria della vita, un invito a rinnovare la propria fede e a camminare uniti.

Il clima di comunità che caratterizza Introbio è emerso con forza anche in questi giorni: bambini, famiglie, educatori e volontari hanno partecipato con continuità, come già accaduto in altre iniziative recenti guidate dal parroco, dalle processioni degli ulivi ai momenti di preghiera condivisa. Il Triduo è così diventato non solo memoria liturgica, ma esperienza viva, capace di unire generazioni diverse in un cammino comune.

In un tempo in cui spesso prevale la fretta, Introbio ha scelto di fermarsi, ascoltare, pregare insieme. E il risultato è stato un Triduo Pasquale che ha lasciato un segno: non un evento da calendario, ma un abbraccio di fede che ha reso la comunità più consapevole, più unita, più luminosa.

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