CORPUS DOMINI IN VALSASSINA: FEDE, TRADIZIONE E COMUNITÀ TRA PREMANA, PASTURO E TACENO

Scritto il 8 giugno, 2026

La Solennità del Corpus Domini ha attraversato la Valsassina con tre celebrazioni principali diverse ma unite dallo stesso filo: la fede vissuta come gesto pubblico, la tradizione che si rinnova e la comunità che si ritrova attorno all’Eucaristia. Premana, Pasturo e Taceno hanno offerto tre volti della stessa festa, tra solenni processioni, anniversari significativi e, in un caso, anche la pioggia che ha costretto a cambiare programma.

A Premana la celebrazione ha mantenuto intatto il suo carattere secolare, trasformando ancora una volta il paese in un grande “teatro sacro” all’aperto. Dopo la Messa solenne delle 10, presieduta dal cardinale Francesco Coccopalmerio, il Santissimo è stato portato in processione lungo i vicoli del centro storico, addobbati con lenzuola, drappi, fiori e simboli religiosi secondo una tradizione tramandata di generazione in generazione. Il corteo, accompagnato dal Corpo Bandistico San Dionigi e dalle confraternite, ha percorso le vie strette del borgo in un clima di raccoglimento e partecipazione, fino alla benedizione finale in piazza della chiesa.

A Pasturo la festa ha assunto un tono particolarmente familiare e affettuoso. La Comunità Pastorale Maria Regina dei Monti ha infatti unito alla solennità liturgica due importanti ricorrenze: i 90 anni di don Agostino Briccola e i 40 anni di ministero sacerdotale di don Marco Riva. La Messa delle 18.30 nella chiesa di Sant’Eusebio ha richiamato numerosi fedeli, tra famiglie, bambini della Prima Comunione e ragazzi della Cresima. La successiva processione ha attraversato le vie del paese in un clima di preghiera e gratitudine, concludendosi alla Madonna della Cintura, dove la comunità si è raccolta per un ultimo momento di silenzio e adorazione.

Diversa invece la situazione a Taceno, dove il maltempo ha impedito lo svolgimento della tradizionale processione esterna. La pioggia ha costretto la comunità a vivere la celebrazione all’interno della chiesa, trasformando ciò che solitamente è un cammino per le vie del paese in un momento più raccolto ma non meno intenso. Anche senza il percorso esterno, la partecipazione è stata sentita e la festa ha mantenuto il suo valore spirituale, confermando come il Corpus Domini sia prima di tutto un atto di fede condivisa, capace di adattarsi alle circostanze senza perdere significato.

In tutta la Valsassina, dunque, il Corpus Domini 2026 ha mostrato ancora una volta la forza di una tradizione che unisce, che attraversa i paesi e le generazioni, e che continua a essere uno dei momenti più identitari dell’anno liturgico. Premana con i suoi vicoli addobbati, Pasturo con la sua gratitudine verso due sacerdoti amati, Taceno con la sua celebrazione raccolta nonostante la pioggia: tre modi diversi di dire la stessa cosa, che l’Eucaristia rimane il cuore pulsante della vita comunitaria.

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Categories : Decanato


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