Questa settimana fino al 31 luglio 2016 si terrà a Vimogno frazione di Primaluna la…
DEVOZIONE E MEMORIA: VIMOGNO ONORA SANT’ANNA NEL 2026
Scritto il 27 luglio, 2026

La Festa di Sant’Anna 2026 a Vimogno, cuore religioso della comunità di Primaluna, ha riportato al centro la dimensione spirituale che da sempre caratterizza questa ricorrenza. La celebrazione dedicata alla madre della Vergine Maria è rimasta fedele alla sua identità più autentica: un appuntamento di fede, memoria e tradizione che unisce il borgo attorno alla sua patrona. La figura di Sant’Anna, custode della famiglia e simbolo di protezione, è stata richiamata più volte durante le celebrazioni dal parroco don William, che ha invitato i fedeli a riscoprire il valore della preghiera e della trasmissione della fede tra generazioni.
Il programma religioso ha scandito l’intera settimana, con rosari, momenti di adorazione eucaristica e la Messa di apertura che ha dato avvio alla festa. La domenica è stata il fulcro della tradizione: la Messa Solenne delle 11 ha raccolto residenti, volontari e visitatori in un clima di raccoglimento, mentre nel pomeriggio i Vespri e la processione per le vie del borgo hanno rappresentato il gesto più identitario della comunità. Il passaggio della statua di Sant’Anna, accompagnato dal Corpo Musicale Santa Cecilia di Cortabbio, ha richiamato l’immagine di una devozione che attraversa i decenni e continua a essere vissuta con partecipazione sincera.
La storia della festa affonda le radici nella tradizione contadina della Valsassina, dove Sant’Anna era invocata come protettrice della famiglia e delle attività agricole. A Vimogno la devozione è documentata da tempo e ha contribuito a consolidare un senso di appartenenza che ancora oggi si percepisce nei gesti, nei canti e nelle preghiere della comunità. La festa non è solo un appuntamento annuale, ma un rito che custodisce la memoria del borgo e ne rinnova l’identità. Anche nel 2026, gli organizzatori hanno valorizzato luoghi e simboli: la fontana di via Valleggione è stata ripristinata nella sua forma originaria, l’antico abbeveratoio è diventato spazio espositivo e le corti del paese hanno accolto momenti di socialità sempre rispettosi del carattere religioso dell’evento.
Accanto alle celebrazioni liturgiche, la festa ha proposto attività comunitarie che hanno coinvolto famiglie e volontari: laboratori per bambini, degustazioni di prodotti locali, esposizioni artistiche e la tradizionale pesca di beneficenza. La Corte di Sant’Anna ha offerto ai visitatori i sapori del territorio, dai formaggi della Valsassina ai vini locali come il Nisciola, mantenendo viva la dimensione conviviale che accompagna da sempre la festa.
La conclusione è avvenuta lunedì con la Messa dedicata ai defunti, un momento di raccoglimento che chiude la festa riportando l’attenzione alla memoria e alla gratitudine. La Festa di Sant’Anna 2026 ha confermato il suo valore più profondo: un appuntamento che intreccia fede, storia e comunità, mantenendo saldo il legame tra Vimogno e la sua patrona.
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