Non è gratuito affermare che corrono tempi difficili per la Fede. Non è mai stato…
Campane mute a Primaluna: prosegue la mobilitazione per salvare la torre campanaria. Don William: “Aiutateci a farle tornare a cantare”
Scritto il 22 marzo, 2026

Le campane della torre campanaria di Primaluna, simbolo secolare della Valsassina e voce della Prepositura dei Santi Pietro e Paolo, continuano a rimanere mute. Il silenzio è iniziato dopo l’incidente del 1° novembre 2025, quando un componente del meccanismo campanario si è staccato precipitando sull’auto del prevosto don William Abbruzzese. Nessun ferito, ma un campanello d’allarme che ha portato alla sospensione immediata di ogni suono, compreso quello delle ore. I tecnici hanno confermato la gravità della situazione: la cella campanaria e i supporti metallici che sorreggono il concerto di cinque campane ambrosiane del 1911 necessitano di un intervento urgente, stimato in 125.840 euro. Un restauro indispensabile per restituire sicurezza e funzionalità a un patrimonio storico che affonda le sue radici nel XII secolo.
Di fronte a questa emergenza, don William ha scelto la strada della trasparenza e della mobilitazione comunitaria, lanciando una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe con un titolo che è già un programma: “Che le campane tornino a cantare”. Il prevosto ha ricordato che quelle campane non appartengono solo a Primaluna, ma a tutta la Valsassina, perché la Prepositura è la chiesa madre della valle. La risposta è stata immediata: nelle prime 24 ore sono stati raccolti oltre 1.700 euro, segno di un affetto profondo verso un simbolo che accompagna da secoli la vita della comunità.
Nelle ultime ore, però, la situazione si è ulteriormente complicata. Ieri don William ha comunicato un nuovo episodio che conferma la fragilità del sistema campanario: “Abbiamo bloccato nuovamente le campane a Primaluna perché si è staccato un altro pezzo. Menomale che questa volta è caduto nella cella campanaria e non fuori. Quindi nessun danno. Purtroppo è meglio lasciarle ferme anche con il suono delle ore. Mi spiace molto ma la sicurezza di ogni persona è importantissima”. Parole che raccontano la preoccupazione del prevosto, ma anche la sua determinazione nel proteggere la comunità e nel portare avanti un progetto che non è solo tecnico, ma profondamente identitario.
Il silenzio delle campane non è soltanto un disagio: è un vuoto simbolico che la valle avverte. Per questo la raccolta fondi assume un valore che va oltre la semplice manutenzione. È un gesto di responsabilità collettiva verso un bene che ha scandito la storia, la fede e la quotidianità di generazioni. Don William, con il suo stile pastorale vicino alla gente, ha trasformato un’emergenza in un’occasione di unità, invitando tutti a contribuire secondo le proprie possibilità, anche solo diffondendo la notizia.
Ora la speranza è che la generosità dei valsassinesi e di chi ama questo territorio permetta presto di riascoltare il suono antico delle campane, restituendo alla torre campanaria la sua voce e alla comunità il suo ritmo. Perché, come ricorda il prevosto, quelle campane non sono soltanto bronzo: sono memoria viva, identità condivisa e cuore pulsante della valle.
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