DON STEFANO COMMENTA IL VANGELO DELLA 2ª DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI GIOVANNI

Scritto il 5 settembre, 2026

Gesù ci apre il suo cuore e ci svela ciò che lo muove, ciò che lo appassiona, il segreto della sua stessa vita. Ci parla della sua relazione con il Padre, della sua intimità con il Padre. Ogni relazione d’amore è fatta di sguardi, di ascolto, di parole vere, sincere, che tentano di descrivere il cuore, parole indispensabili, parole ripetute o mai dette. In ogni relazione d’amore ci si spia, ci si nutre vicendevolmente di pensieri, di sentimenti, di scelte, di desideri e di sogni, di sofferenze, timori e gioie.

Ogni relazione d’amore è feconda di vita, di novità, di luce, di futuro, di bellezza, pace e gioia.

Gesù ci fa conoscere la sua relazione con il Padre.

A volte ci capita di vedere e conoscere persone che riescono a vivere meravigliose storie di amore tra loro. Riusciamo ad intuire che quello che ci è dato di comprendere è solo una piccolissima parte di ciò che c’è in realtà. Ci sentiamo coinvolti in qualcosa che intuiamo solo in minima parte ma che riconosciamo come un dono immenso anche per noi. Proviamo una commozione profonda che non ci lascia indifferenti e in qualche modo tocca e trasforma anche noi, il nostro modo di vedere, amare, sentire e percepire tutto.

Oggi siamo messi di fronte a Gesù e a Dio Padre. Se nella preghiera superiamo il pregiudizio di avere che fare con parole difficili, e proviamo a sentire le parole pronunciate da Gesù come una confidenza offerta a chi ama tantissimo contempleremmo con commozione, trepidazione e gratitudine il suo cuore. Ascolteremmo quello che oggi ci dice Gesù abitati dal santo timore di sciupare qualcosa di meraviglioso con la nostra piccolezza.

Gesù ci dice che lui fa tutto ciò che vede fare dal Padre. Vede che il Padre dona vita, risuscita e così fa lui con noi.
 E’ entusiasta di quello che fa il Padre e desidera essere come lui. Si sente profondamente amato e contempla con il cuore traboccante di stupore e di gioia l’amore che il Padre ha per noi e lo condivide profondamente.

Così possiamo pensare alla nostra relazione con lui e gustare con immensa meraviglia l’amore che ha per noi. Sentiamo che il suo amore ci fa vivere, vince in noi ciò che in qualche modo è sterilità e morte. Sotto il suo sguardo, nel suo amore, ci pare di rinascere, di aprirci a una vita nuova e come accade tra lui e il Padre anche noi ritroviamo nel nostro cuore il desiderio di fare con altri quello che lui fa con noi. Anche noi vogliamo vivere relazioni che aiutano a passare dalla morte alla vita.

In qualche modo la realtà della morte avvolge tutti e tutto. La guerra, l’odio, la fame, l’ingiustizia, il degrado sociale e civile e molte altri pericoli di morte che ci circondano, ci urlano che c’è bisogno di un nuovo inizio, di risurrezione. Il Signore  faccia nascere in noi un irrefrenabile desiderio di fare come lui perché tutto cambi per davvero.

Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo

 

 

 

 

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