DON GABRIELE COMMENTA IL VANGELO DELLA QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA

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Scritto il 30 marzo, 2019

Il miracolo di oggi si inquadra, come dice Gesù, nel “perché in lui siano manifestate le opere di Dio”. E l’opera di Dio si manifesta: nel miracolo della vista donata e in Gesù come inviato dal Padre (Siloe = inviato) e come Figlio dell’Uomo.

La pagina di Vangelo ci propone in breve il cammino per giungere alla fede.

C’è una condizione di partenza indispensabile:

  • i fatti sono prima delle idee (v. i farisei che rifiutavano Gesù perché non osservava il sabato),
  • e vengono prima del tornaconto personale (v. i genitori paurosi di essere espulsi dalla Sinagoga).

Il cieco guarito è un uomo fedele ai fatti che gli sono capitati e questo lo rende disponibile alla fede.

Ma la strada non è facile: è piena di ostilità, di abbandoni, di esclusione, di solitudine.

Non bastava a quell’uomo di avere ricevuto la vista?

Eppure sembra proprio che gli mancasse la cosa più importante. Può essere l’immagine di noi pieni di tante cose, a       cui manca però la cosa più importante?

Abbiamo bisogno di scendere nella nostra umanità: nelle nostre delusioni, nei rifiuti ed esclusioni che riceviamo, nelle ragioni vere, semplici e limpide delle nostre gioie -che per fortuna abbiamo-, per lasciarci incontrare da quel Gesù che ha condiviso la    nostra condizione umiliata e sofferente per condurre, quanti lo accolgono, ad una vita rinata.

E’ in quello stato di profondo abbandono, certo con la gioia della vista ricevuta, ma un dono bagnato da lacrime amare, che Gesù “lo trovò”.

“Lo trovò”: è l’incontro centrale di questo Vangelo.

“Lo trovò”: non è solo l’incontro per strada, ma è l’essere   sceso nella sua condizione di escluso e lì averlo incontrato: il cieco cacciato dalla Sinagoga, e Lui, Gesù, l’escluso, il rifiutato dalla sua gente.

“Credi tu nel Figlio dell’Uomo?”

Questa definizione che Gesù dà di se stesso non esclude la sua divinità, ma dice come, in Gesù, Dio rivela la sua compassione per l’uomo, la sua ricerca di lui, e il suo volto di Padre Dio e come l’umanità di   Gesù sia il luogo in cui l’uomo lo può incontrare: nella umiliazione, nel rifiuto, nella esclusione vissute da Gesù. E saremo stupiti per averlo già incontrato          nascosto nel più piccolo dei suoi fratelli bisognosi.

“Io credo Signore. E gli si prostrò innanzi”.

         Quando incontri una persona, un volto così…..

La nostra fede è l’incontro con un Gesù così.


Don Gabriele vicario parrocchiale

 

 

 

 

Categories : Commento al Vangelo della Domenica


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