LA RIFLESSIONE DI DON STEFANO SULLA FESTA DELLA DEDICAZIONE DEL DUOMO

Scritto il 17 ottobre, 2026

Questa domenica celebriamo la festa della dedicazione del nostro duomo di Milano. Ascoltiamo il brano di vangelo proposto pensando al nostro duomo posto al centro della città, alla sua bellezza, alla meraviglia che desta in tutti coloro che lo guardano, a ciò di cui può essere un bellissimo segno. Lo percepisco come segno eloquente di come sarebbe bello essere insieme “dedicati” al Signore.

Le persone riprese con parole e gesti dal Signore Gesù nel racconto del vangelo di oggi non avevano capito cosa significa avere a che fare con la verità di Dio. Credevano che l’avere a che fare con lui era qualcosa di simile a una relazione fondata sul dare e l’avere. Dio offre benedizione e benevolenza a coloro che sanno offrire sacrifici a lui e offerte al tempio. Non avevano capito che Dio offre all’uomo tutto il suo amore, la sua tenerezza, la sua cura gratuitamente. Il suo è un amore da accogliere e da vivere. Dopo pochi giorni dal fatto raccontato Gesù rivelerà con la sua passione che lui e il Padre ci ritengono sempre e comunque meritevoli del dono del loro amore.

Ci viene così suggerito che celebrare la festa della dedicazione del nostro duomo significa vivere “dedicati” a Dio. Significa amarlo con tutto il cuore, la mente, le forze; continuare a cercarlo nel silenzio, nell’ascolto della parola, nella preghiera. Significa vivere ogni giorno nella consapevolezza che lui c’è e c’è come amico, come alleato, come luce, come fuoco, come Maestro, come via, verità, vita, come sorgente di speranza incrollabile e sempre nuova, come riposo, sostegno, rifugio, come possibilità di nuovo inizio.

Siamo un popolo, una chiesa, una comunità “dedicata” al Signore. Persone che insieme cercano di vivere il Vangelo cercando di essere fratelli, amici. Persone amabili, affidabili, generose, che si prestano perché altri possano in fondo vivere meglio. Persone capaci di portare il peso gli uni degli altri, capaci di vivere il perdono e la correzione fraterna. Persone capaci di stimarsi e di valorizzarsi vicendevolmente. Persone appassionate del mondo perché diventi casa per tutti. E’ bellissima nel vangelo la descrizione di come quel giorno il tempio di Gerusalemme era diventato veramente casa per tutti, in particolare per i bisognosi, i piccoli e i poveri.

Il nostro duomo è ricchissimo di figure di santi che nella vita della chiesa si sono “dedicate” alla missione di evangelizzazione del vero volto di Dio,  alla attenzione ricca di carità evangelica agli ultimi, ad un impegno costante e generoso per la cura del bene comune, della giustizia, della pace.

Nelle stesse pietre del nostro duomo troviamo così un forte invito a dedicare anche la nostra vita ad essere insieme la chiesa di Gesù e un dito puntato verso il cielo posto al centro delle nostre case.

Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo

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