UNA CHIESA FERITA CHE CONTINUA A TESTIMONIARE: LA VOCE DEL NICARAGUA A INTROBIO

Scritto il 7 ottobre, 2026

Una serata di intensa preghiera, ascolto e comunione ecclesiale ha riunito i fedeli del Decanato di Primaluna nella chiesa di Sant’Antonio Abate a Introbio per una veglia missionaria dedicata alla realtà della Chiesa in Nicaragua. Al centro dell’incontro la testimonianza del giovane sacerdote nicaraguense Don Ervin Hernandez Umanzor, chiamato a raccontare la sofferenza ma anche la straordinaria forza spirituale di un popolo che continua a vivere e annunciare il Vangelo nonostante le difficoltà.

«Una Chiesa perseguitata diventa missionaria» è stato il tema che ha accompagnato la riflessione della serata. Un titolo che richiama direttamente l’esperienza delle prime comunità cristiane narrate negli Atti degli Apostoli, quando la persecuzione non soffocò l’annuncio della fede, ma lo diffuse oltre ogni confine.

La testimonianza di Don Ervin ha offerto ai presenti uno sguardo diretto sulla realtà della Chiesa nicaraguense, che negli ultimi anni ha conosciuto limitazioni, controlli e restrizioni alla propria attività pastorale. Diverse organizzazioni internazionali e osservatori della libertà religiosa documentano infatti una crescente pressione nei confronti della comunità ecclesiale, con sacerdoti e religiosi costretti all’esilio e con numerose attività pubbliche della Chiesa sottoposte a restrizioni.

La sofferenza, tuttavia, non ha spento la fede. Al contrario, la prova vissuta da molti sacerdoti e fedeli è diventata occasione di testimonianza evangelica. L’esilio di numerosi presbiteri ha portato il loro ministero in altre parti del mondo, compresa l’Italia, dove continuano a servire le comunità cristiane e a condividere la loro esperienza di fedeltà al Vangelo.

Nel corso della veglia è stato ricordato come la missione della Chiesa non dipenda dalle condizioni esterne, ma dalla forza dello Spirito Santo. Quando una comunità cristiana è chiamata a portare la croce della persecuzione, essa può diventare un segno ancora più luminoso della presenza di Cristo nella storia. È questa la testimonianza che i cristiani del Nicaragua stanno offrendo oggi alla Chiesa universale.

Particolarmente significativo è stato il richiamo alla preghiera per quanti vivono situazioni di oppressione a causa della loro fede. La comunione tra le Chiese supera i confini geografici e rende ogni comunità corresponsabile delle sofferenze e delle speranze dei fratelli nel mondo. Per questo la serata non è stata soltanto un momento informativo, ma un autentico gesto di vicinanza spirituale.

L’incontro si è concluso con un’intensa invocazione per la pace, per la libertà religiosa e per tutti i sacerdoti, i religiosi e i laici che continuano a testimoniare Cristo in condizioni difficili. La presenza di Don Ervin Hernandez Umanzor ha ricordato ai fedeli del Decanato che la missione nasce dalla fede vissuta e che anche nelle prove più dure il Vangelo continua a generare speranza, coraggio e fraternità.

Scarica il libretto della riflessione:
2026 Veglia di preghiera

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