LA LAVANDA DEI PIEDI: IL GESTO CHE UNISCE LE COMUNITÀ DELLA VALLE E PARLA AI PIÙ PICCOLI

Scritto il 2 aprile, 2026

Nelle comunità della Valsassina, il Giovedì Santo ha ancora una volta riportato al centro della vita pastorale uno dei segni più potenti del Vangelo: la Lavanda dei piedi, gesto che Gesù compie nell’Ultima Cena e che continua a parlare con una forza sorprendente anche oggi. A Premana, a Maggio di Cremeno, nell’Unità Pastorale dell’Alta Valle e nelle parrocchie della CP Maria Regina dei Monti, bambini, ragazzi e famiglie hanno vissuto un momento di fede che unisce, educa e commuove.

A Premana, come riportato dalle cronache locali, la chiesa gremita ha accolto un rito semplice e luminoso: il sacerdote inginocchiato davanti ai bambini, i loro piedi lavati con delicatezza, il silenzio attento dei genitori. Un’immagine che – si sottolinea – “parla senza bisogno di spiegazioni”, perché mostra ai più piccoli che l’amore cristiano non è teoria, ma servizio concreto, umiltà vissuta, cura reciproca. Un gesto che educa più di mille parole.

A Maggio di Cremeno, nella chiesa della Natività della Beata Vergine Maria, i ragazzi delle scuole medie hanno partecipato con maturità a un rito che il vicario don Gianmaria Manzotti ha presentato come “invito a vivere la quotidianità con attenzione e responsabilità”. I giovani, seduti davanti all’altare, hanno visto il sacerdote deporre la casula, inginocchiarsi e lavare loro i piedi uno a uno: un gesto che ribalta le logiche del potere e ricorda che la grandezza, nel Vangelo, passa sempre dal servizio.

Anche i bambini dell’Iniziazione Cristiana della Comunità Pastorale Maria Regina dei Monti hanno vissuto la loro Lavanda dei piedi, in una celebrazione pensata appositamente per loro. In un clima di semplicità e stupore, i piccoli – molti alla loro prima esperienza del Triduo Pasquale – hanno osservato il sacerdote chinarsi davanti a ciascuno, spiegando che “Gesù ci insegna che chi ama serve, e chi serve è davvero grande”. Alcuni bambini, emozionati, hanno raccontato ai catechisti di aver sentito “un po’ di solletico e un po’ di felicità”, mentre i genitori hanno apprezzato un rito che rende il Vangelo comprensibile anche ai più piccoli, attraverso un linguaggio fatto di gesti e non solo di parole.

Nell’Unità Pastorale dell’Alta Valle, guidata da don Bruno Maggioni, la Lavanda dei piedi è stata accompagnata dalla consegna dell’uovo di Pasqua ai bambini: un segno di gioia e vicinanza che unisce profondità spirituale e calore umano. Don Bruno, da anni punto di riferimento per le comunità di Margno, Casargo, Crandola, Indovero e Vegno, ha ricordato che il servizio non è un gesto isolato, ma uno stile di vita che costruisce fraternità.

In tutta la Valle, la Lavanda dei piedi ha mostrato ancora una volta la sua forza educativa e spirituale: un gesto antico, ma sempre attuale, capace di unire generazioni diverse e di ricordare a tutti che la fede si costruisce nella concretezza dell’amore.

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