LA FEDE E LA TRADIZIONE SI RINNOVANO: LE COMUNITÀ VIVONO LA FESTA DI SANT’ANTONIO ABATE

Scritto il 19 gennaio, 2026

Nel cuore dell’Alta Valsassina, le comunità di Pasturo, Introbio, Crandola e Parlasco hanno celebrato con profonda partecipazione e rinnovata devozione la festa liturgica di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali e figura cara alla tradizione cristiana.

A Pasturo, grazie all’impegno della Pro Loco e delle associazioni locali, la celebrazione di Sant’Antonio ha raccolto numerosi fedeli e famiglie con i loro animali, testimoniando l’attaccamento a una tradizione che affonda le radici nella cultura contadina. La Pro Loco ha espresso gratitudine per l’ampia partecipazione e il sostegno di don Antonio, del Gruppo Alpini e dell’Amministrazione comunale, sottolineando come il rito della benedizione degli animali sia un momento di fede e di condivisione comunitaria.

Anche a Introbio la giornata è stata intensa e carica di significato religioso. La Santa Messa solenne, presieduta da don William Abbruzzese, ha posto l’accento sull’esempio di sant’Antonio come modello di vita semplice, dedita alla preghiera e alla carità. Dopo la celebrazione eucaristica, la benedizione degli animali ha richiamato famiglie, bambini e allevatori, evidenziando il forte legame tra la devozione al santo e la cura del creato. La festa ha proseguito con momenti di gioco per i più giovani e un concerto serale, trasformando la ricorrenza in un’occasione di incontro e unità per tutti.

A Crandola Valsassina, la comunità si è raccolta presso la chiesa parrocchiale per la messa solenne, animata da un forte senso di appartenenza. Nella sua omelia, il parroco ha ricordato come sant’Antonio non sia solo protettore degli animali, ma esempio di fede vissuta nella quotidianità, invitando i presenti a riscoprire il valore delle piccole cose e della cura reciproca. La tradizionale benedizione degli animali e il falò della vigilia hanno rinnovato simbolicamente il legame con la terra e con le radici rurali della valle.

Infine, a Parlasco la festa ha coniugato fede e cultura: dopo la celebrazione liturgica, durante la quale si è ricordato il profondo legame spirituale tra il santo e la comunità, il pomeriggio ha offerto un incontro culturale che ha evidenziato i legami storici e identitari del territorio. Interventi di storici locali hanno restituito alla festa un valore di memoria condivisa, capace di unire passato e presente.

In tutte le realtà, la festa di Sant’Antonio Abate ha confermato la vitalità delle tradizioni religiose radicate nella Valsassina: momenti di preghiera, condivisione e memoria che rafforzano il senso di comunità e custodiscono valori spirituali e culturali nonostante i tempi moderni.

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