Quali luci si accendono nella vita nuova di questo uomo guarito da Gesù? Cosa si…
DON STEFANO COMMENTA IL VANGELO DELLA 6ª DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DEL BATTISTA
Scritto il 3 ottobre, 2026

Il Vangelo aiuta a comprendere pagine di Vangelo. Leggendo la parabola di questa domenica me ne è venuta subito in mente un’altra, che pare essere quasi il contrario di questa: “Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli”. Questo mi permette di comprendere che Gesù non vuole certamente approvare un atteggiamento autoritario e arrogante di un padrone. Gesù dice che il nostro è un Dio che passa a servire! Gesù dirà di sé “Io sto in mezzo a voi come uno che serve”. Allora comprendiamo che il cuore della parabola è nelle parole finali della stessa: “Così anche voi quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”.
Sembrava strano l’inizio della parabola…ora occorre comprendere bene l’espressione “servo inutile”. Come può essere inutile un servo? E se Gesù si è definito servo come possiamo comprendere questa specificazione “inutile”? La traduzione migliore del termine greco potrebbe essere “povero”. Siamo poveri servi. Siamo semplicemente servi.
Ci sono persone così, ne abbiamo incontrate tante nella nostra vita, nelle parrocchie e nei gruppi che frequentiamo, anche vicini di casa, colleghi che fanno cose strabilianti e dicono sempre e solo che non hanno fatto altro che quello che dovevano fare.
Sono persone umili, che non gridano al megafono quello che fanno, non postano sui social tutto il bene che fanno. Per loro è proprio vero che vale la pena che la destra non sappia quello che fa la mano sinistra. Sono appassionati del bene, della cura degli altri, dell’onestà. Sono davvero tanto contente di poter essere semplicemente utili, di dare il proprio umile contributo per la pace, la serenità, la gioia di qualcuno. Sono figli di un Dio compreso come Padre di tutti che chiede a noi di essere semplicemente fratelli.
E sono persone che accolgono la vita, la vita di ogni giorno, come un dono e come un continuo invito ad assumersi la responsabilità di fare tutto il possibile perché sia vita bella per tutti. Ogni giorno, ogni situazione, ogni incontro le interpellano e possono ogni volta essere risposta di bene, di bellezza, di pace e gioia. E poi è bellissimo sentir dire da loro con autentica innocenza e serenità: abbiamo fatto solo quello che dovevamo fare.
È anche grazie e tutte loro che ci troviamo nel cuore il desiderio di chiedere a Dio di renderci poveri servi, semplicemente servi capaci di offrire a molti qualcosa di meraviglioso perché concreto, umile capace di donare vita, speranza, gioia e pace.
Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo
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