IL VESCOVO MARIO CI SCRIVE DOPO LA VISITA PASTORALE DI AGOSTO – GRAZIE! CORAGGIO! INSIEME!

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Scritto il 10 novembre, 2019

Il nostro Vescovo, S. E. Mario Delpini, confrontandosi con mons. Maurizio Rolla (Vicario Episcopale della Zona III – Lecco) ha pensato di scrivere una lettera alle comunità del decanato Primaluna, dato che la visita pastorale si è svolta in Agosto e molti fedeli, probabilmente, non hanno potuto essere presenti.

Desiderando in ogni caso raggiungere ancora una volta tutte le comunità pastorali ci ha inviato la lettera che pubblichiamo.

Fratelli e Sorelle del decanato di Primaluna: molti di voi non hanno potuto partecipare ai momenti solenni e festosi che hanno caratterizzato quei giorni. Il me-se di agosto è adatto per giorni di riposo, di villeggiatura, di visite. Per questo sento doveroso rivolge-re un messaggio fraterno a tutti, così da condividere il mio sentire di Vescovo, qualche parola di esortazione e, come spero, qualche frammento della gloria di Dio che riempie la terra.

Ho tre parole da dire: grazie! coraggio! insieme!

Grazie!
Dico il mio grazie a tutte le comunità che ho visitato, a tutti i preti, i consacrati, le consacrate, il diacono, i membri dei consigli pastorali, le associazioni e le istituzioni, a tutto il popolo di Dio, resi-denti e villeggianti.
Pochi giorni prima della visita pastorale piogge straordinariamente violente e concentrate ave-vano causato danni e spaventi in centro valle, replicando i disastri provocati in alta val Varrone qualche settimana prima. Devo ringraziare dell’esempio di fortezza e di intraprendenza, di competenza e di solidarietà che hanno riportato alla normalità la viabilità e quasi tutti gli aspetti della vita dei paesi. Per me è stato veramente impressionante costatare i danni provocati e insieme la serenità con cui la gente ha fatto fronte, collaborando con le autorità e i servizi pubblici, offrendo solidarietà a chi è stato particolarmente colpito, rinnovando propositi di attenzioni preventive efficaci e di una vigilanza continuati-va su fenomeni naturali che sorprendono, ma non possono bloccare la vita di un territorio così opero-so e fiero.

Il mio grazie è per la testimonianza di fede che ha animato le celebrazioni delle Messe: ho voluto celebrare almeno in ogni parrocchia per trovare con voi nell’Eucaristia il principio della vita della Chiesa e della comunione che ci deve unire.
Il mio grazie è per la testimonianza di devozione che ho raccolto pregando nei cimiteri, sugli alpeggi, nelle sedi di associazioni e di istituzioni di assistenza: la devozione popolare esprime quel senso della presenza di Dio che non si rinchiude tra le mura delle chiese, ma abita la terra, la valle e i monti, gli ambienti della festa e quelli del lavoro, con la consapevolezza adulta e convinta che senza il Signore non possiamo fare nulla.

Il mio grazie è per la testimonianza di solidarietà intelligente e affidabile che motiva un numero straordinari di generosi nella miriade di associazioni di volontariato che tessono rapporti di buon vicinato: tutta la vita è più serena se si è sicuri di poter contare sugli altri in caso di bisogno, se si è pronti a dare una mano perché consapevoli senza presunzione delle proprie capacità, se nel momento del bi-sogno si dimenticano contrasti e divisioni e si corre tutti insieme per dare sicurezza, conforto, aiuto, cura per le persone e per l’ambiente.

Il mio grazie è per la franchezza e l’intelligenza dei Consigli Pastorali parrocchiali nel leggere la situazione, nel considerare i problemi e le sfide, le prospettive e le resistenze di fronte a ineludibili cammini di innovazione nella vita delle comunità. Il Consiglio Pastorale è il luogo di esercizio della corresponsabilità pastorale, di riflessione e di elaborazione di risposte alle difficoltà che si devono affrontare per continuare nel territorio la vita e la missione della Chiesa, dando concretezza alle indicazioni del Vescovo e delle proposte diocesane.

Coraggio!
Nella celebrazione eucaristica il mistero della Pasqua di Gesù e della parola che l’annuncia mi ha dato occasione per dire parole di incoraggiamento a ogni comunità. Non siamo autorizzati a lamen-tarci e neppure a stupirci che l’annuncio del Vangelo e la convocazione per vivere secondo il Vangelo nella comunità incontri difficoltà, indifferenza, antipatia: forse oggi più di ieri, forse nei giovani più che negli anziani. Gesù non ha mai promesso a nessuno vita facile e successi trionfali. Ma Gesù ha promesso: Io sono con voi tutti i giorni.

I nostri padri hanno espresso la loro fede nella presenza di Dio costruendo dappertutto chiese, chiesette, edicole, collocando croci e statue di Maria. In alcuni casi tutti siamo rimasti sorpresi che la frana e l’alluvione si siano come fermati di fronte a questi segni di devozione. Come se il Signore volesse dire anche a noi: coraggio, sono io, non temete.
Perciò io rinnovo il messaggio: coraggio!

Di fronte alle sfide di questo tempo, quando ci rendiamo conto della difficoltà a trasmettere la fede alle nuove generazioni, coraggio! Rendete più forte la vostra fede, più intensa la vostra preghiera, più lieta la vostra testimonianza.
Di fronte allo smarrimento dei giovani tentati di rassegnazione, di perdersi nelle trasgressioni, di rovinarsi nelle dipendenze, di trattenersi nell’indefinito: coraggio! Dite a tutti che siamo amati da Dio e resi capaci di amare, di rispondere al Signore che chiama con una vocazione santa.

Di fronte alle difficoltà delle relazioni in famiglia, di fronte alla fragilità e incostanza degli affetti: coraggio! Percorrete con determinazioni le vie dell’umiltà, della riconciliazione, della ricostruzione dei rapporti.
Di fronte alle tendenze demografiche che decretano l’invecchiamento delle comunità e lo spopolamento dei paesi: coraggio! Apritevi a una fraternità più ampia, a una ospitalità più cristiana, a una fiducia nella vita più generosa.
Di fronte a tutte le questioni che si pongono in ogni ambito della vita: coraggio! Ogni situazione è occasione per una applicazione dell’intelligenza, un esercizio di intraprendenza, una collaborazione costruttiva in cui la vostra fortezza e la vostra fierezza può aprire vie nuove e trovare soluzioni inedite. Tutti abbiamo talenti da trafficare e di cui rendere conto.
In ogni situazione, in ogni tempo, in ogni luogo: coraggio! Chi rimane in Gesù porta molto frutto. Coraggio! Questo tempo è il tempo adatto per seminare. Lasciamo a Dio di decidere i tempi del-la mietitura.

Insieme
La nostra vocazione personale è una convocazione. Gesù ha radunato i discepoli e continua a pregare perché siano uniti, un cuore solo e un’anima sola, per dare un segno a tutti che è possibile la speranza, la riconciliazione, la pratica della carità. Per grazia siamo la santa Chiesa di Dio, non un raduno di individualisti o di gruppi separati ed esclusivi.

La Chiesa è viva, è segno persuasivo, è casa di speranza se è aperta a tutti, se va verso tutti con il desiderio di costruire rapporti fraterni con tutti. Insieme possiamo sostenere la missione, insieme possiamo affrontare le problematiche di questo tempo e di questo decanato.

È quindi tempo di liberarsi del campanilismo che isola piccoli gruppi in una nostalgia di tempi passati per sempre: l’attaccamento alla propria chiesa, alla propria frazione, alle consuetudini di ogni angolo della valle è la responsabilità di condividere quanto abbiamo ricevuto, non è l’argomento per rivendicare di essere serviti.
I percorsi di pastorale di insieme, lo strutturarsi delle comunità pastorali, i progetti di pastorale decanale non sono una complicazione burocratica da subire, ma sono vocazioni alla comunione, alla condivisione delle grazie ricevute, delle persone, delle risorse, delle idee.

In decanato sono presenti risorse di singolare importanza per tutta la Chiesa diocesana e universale: mi riferisco al COE di Barzio, alla casa Paolo VI del Cantello, al Monastero “Santa Maria del Monte Carmelo di Concenedo. Rappresentano doni di Dio che possono offrire punti di riferimento perché tutti ne siano arricchiti. Queste presenze incoraggiano a percorrere itinerari di spiritualità e di preghiera intensi e suggeriscono di aprire gli orizzonti: la missione della Chiesa non è solo per il mio campanile, non è solo per la mia parrocchia, non è solo per la mia comunità pastorale, non è solo per il decanato: è per tutte le nazioni, popoli e lingue, fino ai confini del mondo. Insieme con il Papa, il Vescovo, con tutti i fratelli e le sorelle del mondo, siamo la santa Chiesa di Dio.

Il clero del decanato mi ha dato testimonianza di una fraternità cordiale che facilita gli incontri e il confronto. È necessario che tutte le componenti delle comunità cristiana si incontrino, si esprimano, si muovano con scioltezza e creatività verso direzioni condivise. La nostra forza e la nostra gioia è di essere un popolo che insieme offre la testimonianza che la speranza cristiana è affidabile, che la fraternità è possibile anche fra le differenze di abitudini e di appartenenze, che la pratica della solidarietà è promettente.

Solo tre parole: grazie! coraggio! insieme! per dirvi la gioia che mi hanno dato i giorni di agosto tra-scorsi tra voi, per dirvi i pensieri che ho coltivano nel tempo successivo, per dirvi il cammino che vedo irrinunciabile per disegnare il volto futuro della comunità cristiana nel decanato Primaluna.

Invoco ogni benedizione per tutti voi, per i presenti e per gli assenti, per tutti i fedeli che vivono l’appartenenza lieta alla loro comunità. La benedizione è un segno che Dio è alleato per il bene delle comunità, delle famiglie, di ciascuno. La benedizione ci rende benedetti incaricati di essere benedizione per tutti coloro che incontriamo.

Siate tutti benedetti da Dio, che è Padre, Figlio, Spirito Santo. Amen

+ Mario Delpini

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