A PREMANA LA FESTA DEL RINGRAZIAMENTO UN’OCCASIONE PER RICORDARE GLI ANNIVERSARI E RIFLETTERE SULL’EUCARISTIA

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Scritto il 13 gennaio, 2019

Anche quest’anno si è rinnovato a Premana il 156° voto Ol dì ‘lla nèef la solenne festa del ringraziamento che nasce da un fatto storico; dall’11 gennaio 1863, una domenica in cui tutta la popolazione di Premana si trovava devotamente raccolta in chiesa. All’improvviso un’enorme valanga si era abbattuta contro la struttura. I fedeli in preda al terrore, si strinsero intorno all’Altare, dove il vecchio parroco don Pietro Acerboni finì a stento la messa assistito dal coadiutore don Antonio Carissimo. A tutti sembrò un miracolo che nessuno rimanesse vittima dell’immane valanga.

Da allora la festa è un’occasione molto sentita per festeggiare gli anniversari di consacrazione laiche e religiose del paese e del Decanato, oltre al ricordo dei sacerdoti e suore defunti. La messa solenne ha visto la presenza anche del vicario episcopale monsignor Maurizio Rolla, del Decano don Lucio Galbiati, del responsabile della Caritas lecchese il premanese don Marco Tenderini e dal parroco di Merone ed ex responsabile della Pastorale Giovanile don Marco Zanotti, oltre che ai festeggiati tra cui due 60° e tre 55° di messa: Don Roberto Bellati 55°, Padre Franco Bellati 20°, Don Graziano Gianola 15°, Don Massimo Berera 10°, Don Luigi Crippa  60°, Don Agostino Briccola 60°(di Moggio), Don Ferdinando Mazzoleni 55° (di Baiedo), Don Antonio Brunello 55°, Don Eugenio Vignati 40°, Don Raffaele Busnelli 20°, Don Marco Mauri  20° (CP Madonna della neve); Sr. Saula Fazzini, Sr. Giovannina Pomoni e Sr. Savina Pomoni per il 55°, Sr. Giovanna Fazzini per il 45°, Maria Tenderini 30 anni della partenza per il Perù.

Il parroco di Premana don Mauro Ghislanzoni nell’introdurre la cerimonia ha citato gli anniversari sacerdotali ponendo l’accento sull’intreccio tra qualità e quantità che sono custodite nel Mistero dell’Eucaristia e dalla fedeltà e perseveranza. Citando alcune frasi dei Salmi suggerite dall’Arcivescovo Delpini nella sua ultima lettera pastorale ha così concluso: “Questo è il nostro cammino che si rafforza nella qualità e nella quantità, costruendo fedeltà e comunione.”

Il vicario don Maurizio nella sua omelia ha parlato di come oggi sia diventato il ruolo del prete nelle condizioni in cui si sviluppa la sua presenza, il suo servizio in mezzo alla gente. Dialogando con alcuni bambini presenti nelle prime file in merito alle Quarantore in corso in paese, ha rilevato che il senso dell’orazione della messa fosse incentrata sul ringraziamento e le letture fossero le proprie del Corpus Domini evidenziando il loro stupore nel vedere tanti preti sull’altare a dare un segnale di solennità alla celebrazione.

“Avere sempre una gioia senza fine difronte a tutto quello che sta capitando nel mondo ma anche nella nostra casa, a scuola, sul posto di lavoro che scombina questa nostra voglia di felicità, la nostra gioia.” Ha sottolineato il Vicario aggiungendo: “Dobbiamo avere il desiderio di stare difronte a Dio per farci illuminare, per entrare dentro questa voglia, questo desiderio di far capire cosa vuol dire stare con il Signore e pregare nell’Eucaristia, mangiare Gesù, innalzare il canto, incensare la mensa. Tutto questo perché si possa capire che l’esperienza della vita ha senso in Gesù.”

 

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