DON GABRIELE COMMENTA IL VANGELO DELLA SESTA DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DEL BATTISTA

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Scritto il 3 ottobre, 2020

In genere, noi siamo alla ricerca di un “grazie”, di un complimento per quello che facciamo.
La parola del Vangelo di oggi e le letture appena ascoltato vanno in senso opposto.
Giobbe non si lamenta per le cose drammatiche che gli sono successe, e perfino benedice Dio. Polo sopporta ogni cosa purché la parola di Dio non sia incatenata e tutti possano raggiungere la salvezza. Gesù si rivolge ai suoi discepoli, a coloro che hanno scelto di essere “servi di Dio”.

Il loro atteggiamento non deve essere di vanagloria, ma di un povero servo, che fa tutto quello che gli è stato ordinato, e lo fa con un atteggiamento di umiltà e di semplicità, di servizio e di dono di sé agli altri.
Così ha fatto Gesù.

Gesù pone anche una domanda che ha il sapore della risposta: il padrone dovrà forse ritenersi obbligato verso il servo che ha fatto quanto gli è stato ordinato?

Ma questo Vangelo non vuole parlarci del modo di fare di Dio con noi.

Infatti, in altra parte del Vangelo, Gesù dirà che Dio stesso farà sedere a tavola i suoi servi e passerà a servirli.

Ma oggi la parola di Gesù cerca invece di farci capire quale deve essere il nostro atteggiamento davanti a Dio:
Non di pretesa perché abbiamo fatto quanto ci ha ordinato di fare, ma di consegna a Lui del nostro impegno e della nostra fatica: “Abbiamo fatto semplicemente quello che ci hai detto di fare”.
L’inutilità non sta nell’inutilità del lavoro compiuto, ma perché non ha generato nel servo alcuna pretesa.

La gratuità che ci domanda Gesù non va intesa come un atto che nasce dalla nostra generosità.

Il suo fondamento sta nella gratuità del dono stesso di Dio a noi.

La buona volontà genera vanto, diritto, pretesa, calcolo.

Fare come risposta a ciò che Dio fa per noi è motivato dalla gratitudine, non fa calcoli, non avanza pretese.

E come ci sentiremmo in grande disagio ad avanzare pretese davanti a Gesù crocifisso, così se in una famiglia papà e mamma potessero presentarsi davanti ai loro figli con il loro carico di sacrifici onesti, come sarebbe importante per educarci alla gratuità.

Don Gabriele Carena
Vicario Parrocchiale

 

 

 

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