Sant’Antonio Abate: fede, tradizione e benedizione degli animali nella Valsassina

Scritto il 13 gennaio, 2026

La Valsassina si prepara anche quest’anno a celebrare con devozione e spirito di comunità la festa di Sant’Antonio Abate, figura centrale della tradizione cristiana legata alla protezione degli animali e alla vita rurale.

Parlasco: festa e cultura il 17 gennaio

A Parlasco, sabato 17 gennaio, la ricorrenza patronale sarà celebrata non solo come evento di fede, ma anche come occasione di approfondimento culturale. La manifestazione, promossa dal Comune in collaborazione con l’Università della Terza Età della Valsassina, ospiterà uno storico locale nella sala convegni “La vecchia Latteria” per ripercorrere le radici storiche del culto di Sant’Antonio Abate nel territorio.

Il culto di Sant’Antonio Abate affonda le sue radici in un monaco eremita del III secolo, venerato già in epoche in cui il cristianesimo si diffondeva nell’Europa medievale. A Parlasco esisteva un antico oratorio a lui intitolato, segno della lunga tradizione di venerazione popolare. La figura del Santo – noto come taumaturgo e protettore contro malattie ed epidemie – è legata profondamente alla vita contadina: egli è invocato anche come difensore dal “fuoco” e protettore degli animali domestici, essenziali per la sopravvivenza delle famiglie rurali.

Crandola e Pasturo: la benedizione degli animali

Nei paesi di Crandola Valsassina e Pasturo la festa di Sant’Antonio Abate si è celebrata con la tradizionale benedizione degli animali, momento centrale della devozione popolare.

A Crandola, la Pro Loco con l’amministrazione comunale e l’Unità Pastorale dell’Alta Valle hanno organizzato la Santa Messa animata dalla Corale di Margno, seguita dalla benedizione degli animali. Qui, così come nella tradizione locale, la festa non è solo religiosa ma anche conviviale: la comunità si riunisce, si celebra nella fede e si tiene viva la storia gastronomica del territorio con piatti tipici come gli “scapinasc”, legati anch’essi alla cultura contadina e alla memoria delle feste patronali.

Nel centro di Pasturo, i fedeli si raduneranno in Piazza XXV Aprile con i loro animali – dai cani e gatti fino agli animali da cortile – per un corteo per le vie del paese e per ricevere la benedizione impartita dal parroco don Antonio Fazzini. L’evento, promosso dalla Pro Loco in collaborazione con il Gruppo Alpini e altre associazioni locali, è diventato un’occasione per riaffermare legami comunitari e custodire le antiche tradizioni.

Sant’Antonio Abate a Introbio: una festa di fede, comunità e speranza

Introbio celebrerà Sant’Antonio Abate sabato 17 gennaio 2026 con una giornata intensa di fede e comunità. Al centro la Messa solenne delle 10:30, momento culminante di preghiera e affidamento al patrono, esempio di vita evangelica e di fedeltà a Dio. Seguirà la benedizione degli animali, gesto semplice ma ricco di significato, che richiama il valore del dono e della custodia del creato.

Nel pomeriggio, l’oratorio ospiterà giochi e fraternità per famiglie e ragazzi, espressione di una fede vissuta nella gioia condivisa. La giornata si concluderà con un concerto serale come dono di bellezza e armonia.

La festa si presenta così come un vero cammino spirituale, capace di unire liturgia, tradizione e vita comunitaria, rinnovando la speranza e l’identità cristiana del paese.

Una tradizione che unisce fede e vita quotidiana

La benedizione degli animali, che affonda le sue radici nelle pratiche rurali di benedire bestiame e mezzi agricoli, è oggi una manifestazione che richiama non solo chi vive di agricoltura ma tutti coloro che riconoscono negli animali una presenza importante nella vita familiare e comunitaria.

In questa festa di santità e di umiltà, la comunità si stringe attorno al proprio santo patrono, testimoniando come la fede cristiana sappia ancora oggi coniugare memoria storica, culto popolare e vita quotidiana nelle valli e nei borghi della nostra terra.

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