LA MESSA DELL’ARCIVESCOVO DELPINI PER I 60 ANNI DI FONDAZIONE DEL C.O.E. DI BARZIO

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Scritto il 7 luglio, 2019

La messa solenne celebrata dall’Arcivescovo Mario Delpini è stato l’appuntamento più importante per i 60 anni del  C.O.E. Centro di Orientamento Educativo di Barzio il suo impegno nel mondo.

L’Arcivescovo ha voluto ricordare don Francesco Pedretti fondatore del Centro. Don Pedretti nacque ad Albairate (Milano) il 10 aprile 1922 e fu ordinato sacerdote il 26 maggio 1945. Ricoprì importanti incarichi nella Diocesi di Milano e nella Chiesa Italiana e promosse la nascita del Coe. Sostenne e visitò molte realtà missionarie e di volontariato in Africa, Asia e America Latina. Morì a Barzio il 9 luglio 1999.

Proprio a don Francesco è stata dedicata la mattinata riproponendo alcuni suoi scritti a quasi vent’anni dalla pubblicazione de Il volontariato è… Dagli appunti di Don Francesco Pedretti sul volontariato internazionale cristiano. Testi tratti dai suoi diari, dalle giornate di formazione dei volontari, dagli incontri con insegnanti, professionisti, registi, in Italia o con partner in Africa, in Asia e in America.

Alla messa in Sant’Alessandro, il vescovo Mario nella sua omelia ha detto:

“La voce di Abele sale al cielo, è la voce del cuore devoto, sincero e libero che offre senza pretendere, che ama senza calcolare, che si dedica al bene senza aspettarsi applausi. È la voce dei semplici che trovano la loro gioia nel dare gioia. I miti non hanno programmi o strategie, pensano che sia meglio essere buoni, invece che prepotenti. Sono inermi di fronte alla violenza, ma non si lasciano scoraggiare dalle sconfitte. La voce di Abele è il sangue versato ingiustamente che chiede giustizia, ma non vendetta; è potente, ma non prepotente. È la voce della fede che parla ancora. Gli amici di Dio ascoltano la voce di Abele e si lasciano provocare dalle domande e svegliano il pensiero per disegnare i tratti di una storia diversa, buona, scritta insieme ai poveri, agli innocenti e ai miti. Così disturbano i potenti, con l’audacia di un sogno. Vogliamo ricordare don Francesco, di cui si è detto e si può dire molto, ma in questa Celebrazione può bastare ricordare che ha ascoltato la voce di Abele e ci ha convocati tutti per raccogliere il grido del sangue versato, per diventare anche noi protagonisti di una storia nuova”.

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