LA LECTIO DI DON GRAZIANO/FEDE E AMORE: AMARE PER CREDERE

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Scritto il 11 aprile, 2015

Oggi cerchiamo “prove” materiali per credere. Vogliamo dimostrazioni concrete nella nostra vita reale. Eppure Gesù ci ha detto chiaramente: “Beati quelli che pur non avendo visto crederanno”.

L’apostolo Tommaso incarna alcuni atteggiamenti molto attuali e perenni di fronte alla fede: il razionalismo e la verifica positiva, applicati all’oggetto della fede. Davanti ai dubbi o alle crisi di fede affiora, anche nei credenti, la tendenza a cercare prove e sicurezze. Avvertiamo che nel fondo del nostro essere c’è una resistenza a credere; questo è ciò che provoca “l’incredulità del credente”.

Non c’è dubbio che la fede in Gesù morto e risorto è il nucleo centrale del messaggio cristiano al quale la fede si riferisce cristianamente come alla sua fonte originale.

Consapevoli di questo, percepiamo che all’essere credente sono connesse delle serie conseguenze pratiche, perché non si limita alla possibilità teorica di tipo “non capisco, non credo”. Perciò viene fuori la tensione dialettica, non esclusiva di Tommaso, tra fede e ragione, fede e incredulità e insicurezza, fede e oscurità.

Allora, “logicamente” chiediamo luce e prove per credere e accettare Dio nella nostra vita personale, morale, affettiva, famigliare, sociale, lavorativa e d’affari. Come siamo meschini e diffidenti.
Siamo sinceri: perché ci costa tanto credere veramente?

Soprattutto per uno di questi motivi: per razionalismo, ipercritico, per paura del rischio, per mancanza d’impegno e di generosità. In definitiva, per mancanza di amore!

Perché nella misura in cui prenderemo contatto con il dolore e la sofferenza dei fratelli malati, poveri, umiliati e oppressi, scopriremo tra di loro il Signore. Senza vederlo fisicamente, lo vedremo per mezzo della fede e crederemo in lui.

“Beati quelli” dice Gesù “che pur non avendo visto crederanno”!

Don Graziano, vicario parrocchiale
2° domenica di Pasqua
Gv 20, 19 – 31

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