LA 97ª GIORNATA DELL’UNIVERSITÀ CATTOLICA – IL MESSAGGIO DI MONS. DELPINI

Scritto il 19 aprile, 2021

Tutto ciò che siamo è nei nostri valori. Noi crediamo nella persona. Perché educhiamo donne e uomini, prima che professionisti, affinché chiunque possa esprimere tutto il suo potenziale. Nella libertà di pensiero. Perché il bagaglio umano e professionale che consegniamo ai nostri studenti sia sempre un alleato per loro e per il loro domani. Nella società. Perché tutto ciò che diamo a ogni studente diventi una risorsa per la società, che vogliamo permeata di professionalità ma soprattutto di umanità e fiducia.

LA GIORNATA PER L’UNIVERSITÀ CATTOLICA 
Il sogno di padre Agostino Gemelli e di Armida Barelli, presto beata, è diventato grande: l’Università Cattolica compie 100 anni. Un’avventura appena cominciata. Promossa dall’Istituto Giuseppe Toniolo, ente fondatore dell’Ateneo, domenica 18 aprile si celebra la Giornata per l’Università Cattolica. La ricerca d’eccellenza, il servizio reso al bene comune, il grande impegno nel corso della pandemia: tutto questo è reso possibile grazie al legame dei cattolici italiani con il loro Ateneo.

Messaggio del Presidente dell’Istituto Toniolo S.E. Mons. Mario Delpini, in occasione della 96a Giornata per l’Università Cattolica e in preparazione al Centenario dell’Ateneo.

CATTOLICO ITALIANO,CHE COSA PENSI?

Caro cattolico italiano, mi permetto di raggiungerti con questa domanda un po’ indiscreta e provocatoria, perché mi sembra una questione troppo trascurata e troppo necessaria. Siamo stati travolti dalla pandemia. Le abitudini sono state sconvolte, ciò che era ovvio è risultato impossibile, i luoghi comuni si sono rivelati sciocchezze, le pratiche rassicuranti si sono rivelate pericolose. Siamo stati travolti non solo dalla pandemia, ma anche da un’alluvione di parole, di allarmi, di previsioni catastrofiche; confusi con rassicurazioni sospette e slogan pittoreschi:  “Andrà tutto bene”;  “Niente sarà più come prima!”.

Ci siamo trovati impastoiati in protocolli, siamo diventati esperti di minuzie, abbiamo preso l’abitudine di sindacare con la sicurezza perentoria dell’esperto a partire da un titolo di giornale, da una dichiarazione dell’esperto ospitato in un dibattito televisivo. La preoccupazione di ciascuno per sé e per i suoi, per il presente e per il futuro si è mescolata con discorsi generali e reazioni arrabbiate. Non so che immagine ti sei fatto del tempo che stiamo vivendo. Io lo paragono all’esperienza della barca dei discepoli assalita dalla tempesta durante la traversata del lago di Galilea: lo spavento genera reazioni scomposte, grida e invocazioni, forse anche ingiurie. Per questo non darei troppo peso alle intemperanze della comunicazione di questo periodo. Ritengo che ora, se le acque si sono calmate, non sarebbe giusto passare oltre, come se il caso fosse chiuso. Sono sorte troppe domande, si sono manifestate troppe virtù ignorate, sono emerse troppe meschinità. Si vorrebbe capire, sarebbe doveroso interpretare.Ci vorrebbe un pensiero.

Leggi la lettera:

MESSAGGIO-MONS.-DELPINI-web-100 UCATTOLICA

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