DON STEFANO COMMENTA IL VANGELO DELLA FESTA DELLA SACRA FAMIGLIA 2026

Scritto il 24 gennaio, 2026

Simeone abbraccia Gesù.. Maria certamente lo ha abbracciato e sicuramente lo ha fatto anche Giuseppe ma il vangelo non lo dice. Di Maria il vangelo dice che ha avvolto in fasce Gesù e lo ha posto nella mangiatoia. Come a dire che “è scontato” che Maria e Giuseppe abbiano abbracciato Gesù.  Solo lui compie questo gesto verso Gesù Bambino. Per Luca è importante esplicitare che Simeone ha abbracciato Gesù. E’ un gesto significativo, esemplare. Luca forse vuole dire a tutti che Simeone ha vissuto una esperienza che tutti dovremmo desiderare di poter vivere. Abbracciare vuol dire accogliere e donarsi, è un gesto coraggioso, rispettoso, profondo e delicato. E’ sbilanciarsi verso l’altro, lasciargli spazio, è promettergli e garantirgli vicinanza e cura. È accogliere senza pregiudizi l’altro, disponibilità al perdono, è comunione.

Il gesto di Simeone è illuminato dalle parole che pronuncia.

“ora lascia Signore che il tuo servo vada in pace secondo la tua Parola!”. Lo Spirito, dice il Vangelo, gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte prima di aver veduto il Cristo del Signore. Era “costretto a vivere” fino all’adempimento di questo annuncio. Solo dopo aver visto il Messia Simeone poteva morire.

Simeone abbraccia Gesù perché comprende che lui è il compimento della promessa dello Spirito del Signore, è lui che lo avrebbe accompagnato nel passaggio da questo mondo alla vita in Dio, lo abbraccia perché senza quell’abbraccio era costretto a vivere nel pericolo di una vita senza senso.

Simeone ci dice che il senso della vita è abbracciare Gesù e che ciò che ci permette di non temere di camminare verso la morte è proprio il fatto che Dio ha scelto di abbracciarci, cioè di regalarci se stesso, ci dice che la morte stessa è l’abbraccio di Dio che ci dona una eternità di amore.

Oggi celebriamo nella diocesi ambrosiana la festa della Santa Famiglia. Tante iniziative sono state organizzate nelle nostre parrocchie mettendo al centro delle celebrazioni e del ritrovarsi insieme la realtà della famiglia. La nostra preghiera in famiglia potrebbe essere indirizzata proprio alla richiesta allo Spirito Santo, che opera in noi, di aiutarci a vivere insieme un abbraccio vero e sincero con il Signore Gesù, un abbraccio che renda fecondo come il suo l’amore tra noi, che sciolga ogni timore di compiere scelte significative nell’impegno condiviso di rendere il mondo migliore, che vinca ogni paura e riempia i cuori di grande speranza.

Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo

 

 

 

 

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