DON STEFANO COMMENTA IL VANGELO DELLA DOMENICA PRENATALIZIA

Scritto il 23 dicembre, 2023

Sembra così arida e lontana la pagina del Vangelo di oggi….un elenco di nomi per la maggior parte sconosciuti, mentre alcuni risvegliano in  noi opachi ricordi. Al termine dell’elenco rimane una domanda. Che dono c’è nascosto in questo elenco? Perché possiamo dire “sia lode a te o Cristo” dopo averla ascoltata?

Proviamo allora a capirne il valore.

Dietro ogni nome c’è un volto e una storia e insieme fanno una storia più grande, la storia di un popolo, in qualche modo la storia dell’umanità. Una storia dentro la quale ora ci siamo anche noi.

E Gesù è dentro la storia, la nostra storia. Lui che è luce che illumina tutto. Dentro la nostra storia come uno qualunque lui non è per niente uno qualunque.

I nomi ricordano storie non immacolate, ma storie che racchiudono anche debolezze, peccati, vergogne. Giacobbe che aveva rubato la primogenitura ad Esaù. Tra i suoi figli è nominato Giuda che con i suoi fratelli aveva venduto a dei mercanti il migliore tra tutti: Giuseppe. Davide un impasto di bellezza e vergogna, di grandezza unica e di peccato gravissimo. E poi un elenco di re tutti adoratori di idoli ad eccezione di Ezechia e Giosia.  Ci sono anche nomi di donne, cinque con Maria.  Tamar, Rachab, Rut, Betsabea. Tamar si era fatta prostituta per avere una discendenza da Giuda; Rachab era la famosa prostituta di Gerico che dà ospitalità ad esploratori di Israele; Rut, la moabita, ricorre a sotterfugi per sedurre il suo parente Boz; Betsabea, la moglie di Uria, che il re Davide aveva sottratto al marito.

Infine Giuseppe e Maria personaggi noti solo nel loro villaggio.

Gesù è Dio che viene dentro questa storia e continua a rimanere in una storia che non è poi così tanto diversa da quella in cui hanno vissuto i suoi antenati.

Nel sangue di Gesù, ci dice Matteo, pulsava l’eredità dei padri, l’eredità di quei nomi, di uomini e donne, sorpresi anche nelle loro irregolarità. Come a dire che Dio sa scrivere dritto anche sulle nostre righe storte. Come a dire che non c’è niente di così irregolare che non possa aver dentro un germe di novità. Come a dire che a Dio nulla è impossibile. Gesù non è al termine di storie di santità. Ma è colui che è venuto a salvare perché è venuto per i peccatori. Ha camminato dentro la storia fatta di luci e terribili ombre per portavi un amore enorme, misericordioso, sanante e santificante, trasformante.

Ha amato il mondo; questa è stata la sua novità; ha amato questa terra, ha amato l’uomo, ha amato la donna, ci ha insegnato a cambiare le cose da lì. Perché quando c’è amore, un amore come il suo che non tiene le distanze, le cose, se pur lentamente, tendono a cambiare.

Ha percorso con amore le nostre strade: e perché non dovremmo con amore percorrerle noi? Ha creduto nell’uomo e nella donna, per quanto deboli e peccatori: e perché non dovremmo credere noi nell’uomo e nella donna così come sono?

Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo

 

 

 

 

Like (0)Condividi su
Categories : Commento al Vangelo della Domenica | Decanato | Prima pagina


No comments yet.

Sorry, the comment form is closed at this time.