E’ sempre bello cogliere gli aspetti umani della persona di Gesù: oggi è la sua…
DON STEFANO COMMENTA IL VANGELO DELLA DOMENICA DOPO IL NATALE DEL SIGNORE
Scritto il 4 gennaio, 2026

Tra due giorni il tempo del Natale si concluderà con la festa dell’Epifania. Perché oggi leggiamo un brano che ci fa incontrare Gesù adulto agli inizi del suo ministero dopo aver ricevuto il battesimo da Giovanni il Battista, dopo aver vissuto quaranta giorni nel deserto tentato dal diavolo in merito alle scelte che stava intraprendendo per essere il Messia, il Salvatore? Perché questa corsa in avanti?
La risposta la trovo in una frase capace di dire in una stupenda sintesi di poche parole il mistero della incarnazione celebrato nelle festività natalizie.
“Il verbo si è fatto carne”, la Parola si è fatta carne.
Così Giovanni nel prologo del suo Vangelo parla della nascita di Gesù bambino. Dio, la Parola, la verità di ogni cosa, il senso ultimo di tutto, la luce di Dio, quella che vince le tenebre si è fatta carne nella carne di Gesù. È proprio quello che, come propone il Vangelo di oggi, da adulto Gesù stesso dice ai suoi concittadini a Nazareth: “0ggi la parola del profeta Isaia tanto letta e ascoltata nella sinagoga si fa carne nella mia carne, nelle scelte che realizzo nella vita concreta”. Gesù si presenta così: nelle mie scelte, nella mia vita, in ciò che dico e faccio il verbo si fa carne. Ciò che per un attimo è accaduto ai presenti nella sinagoga deve essere ciò che caratterizza la vita di chi vuole essere suo discepolo. Luca dice che gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. Per molti è stata solo questione di un attimo, per chi vuole invece essere suo discepolo gli occhi devono essere sempre attenti alla sua carne per comprendere la sua divinità.
Per i discepoli la carne di Gesù, la sua vita concreta quotidiana nella obbedienza alla Parola sarà l’unico essenziale riferimento per accogliere e vivere la Parola stessa in loro.
L’incarnazione è il farsi carne nella carne di Gesù dei sogni di Dio, dei suoi desideri più veri nei nostri confronti, della sua verità. L’incarnazione è anche l’inizio di un processo che avvolgerà tutta la vita di Gesù. In ogni giorno, in ogni attimo Gesù nella sua obbedienza alla Parola cercherà con tutta la sua libertà di dare carne a Parole che per lui non possono rimanere solo pensieri ma devono diventare realtà, devono essere visibili proprio perché si era reso possibile incontrare Dio nella sua stessa carne. Dentro il racconto dell’inizio, del natale ci viene regalato un brano in cui Gesù stesso ci svela il segreto del suo riuscire a essere davvero Dio con noi e la nostra vera salvezza. L’ascolto del cuore del Padre, della sua verità, il lasciarsi avvolgere sempre più della sua luce, il compiere scelte che danno carne a ciò che ha ascoltato rendono realmente presente e incontrabile Dio nella sua carne.
A noi discepoli è indicato un desiderio di Dio. Come ha fatto Gesù, il figlio amato, il suo compiacimento, anche noi per essere davvero figli dobbiamo “oggi”, l’oggi di ogni istante della nostra vita, essere parola che si fa carne nella nostra carne.
Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo
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