Mi sono soffermato sulla prima lettura, sull’esperienza vissuta da Mosè sul Sinai. Provo sempre una…
DON STEFANO COMMENTA IL VANGELO DELLA 5ª DOMENICA DOPO PENTECOSTE
Scritto il 12 luglio, 2025

Purtroppo non è stato letto questo versetto: “Passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme”. È durante il cammino verso Gerusalemme che Gesù pronuncia le parole “sforzatevi di entrare per la porta stretta”. La sua mente e il suo cuore sono concentrati sull’ora decisiva della sua vita. A Gerusalemme dall’alto della croce attirerà tutti a sé. Offrirà un amore completamente gratuito, esagerato, sorprendente, bellissimo. Testimonierà la sua incrollabile fede nel Padre e rivelerà a tutti la sua misericordia, la forza del suo abbraccio. Donerà la vita per darci vita vera e vita eterna. Regalerà il suo spirito consolatore e vivificante. Lui attraverserà la porta stretta della passione per farci entrare nel cuore del Padre, in un mondo nuovo di libertà, giustizia, gioia e pace.
I discepoli, che ogni giorno vogliono seguire il maestro, condividendo la sua fede, la sua carità e la sua speranza, dovranno cercare di conformarsi a lui, di prendere la sua forma, trovandosi di fronte a porte strette, passaggi impegnativi e faticosi legati proprio all’essere discepoli. “Sforzatevi di entrare” non si tratta di impegnarsi in imprese eroiche, in un impegno superiore alle nostre forze per riuscire a conquistare qualcosa. Si tratta di sforzarsi nella conversione che è comunque sempre frutto del nostro impegno e della nostra volontà accogliendo la presenza di Gesù nella nostra vita come amore trasformante, fonte di energie inattese e sorprendenti nel lasciarsi plasmare dalla sua parola. Nel suo vangelo Giovanni ricorda che Gesù si è anche definito “porta” dell’ovile. Attraverso di lui si giunge a casa, si trova rifugio, riposo, sostegno e conforto e si esce nel mondo per incontrare, accogliere, amare, soccorrere, sostenere. Attraverso di lui si entra nella vita, si esce dalla morte, si entra nel futuro di Dio e si esce dal nostro passato di morte. La condizione per entrare e uscire è “stringersi” nelle sue dimensioni, “conformarsi” a lui. È anche fondamentale ricordarci che questo avviene per libertà e per grazia, sempre. È possibile solo se noi facciamo la nostra parte consapevoli che Dio, generosamente e instancabilmente, sta facendo la sua.
Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo
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