DON GABRIELE COMMENTA LE LETTURE DELLA TERZA DOMENICA DI AVVENTO

Scritto il 28 novembre, 2020

Proseguendo nel cammino dell’Avvento, oggi la Liturgia ci offre questa pagina di Vangelo che ci fa affacciare sulla profondità della persona di Gesù. Rivolgendosi ai Giudei che non credevano in Lui, Gesù ricorda 3 testimonianze ricevute:

da Giovanni Battista, al quale i Giudei accorsero, ma che poi non seppero “fare frutti degni di conversione”; dai miracoli che Gesù compiva, ma alla cui evidenza i Giudei anteponevano le loro leggi; dalle Scritture, che i Giudei studiavano, ma di cui non capivano il riferimento a Gesù perché accecati dai loro pregiudizi.

Ci può essere una conoscenza solo esteriore di Gesù che non coglie in realtà la sua persona: i Giudei conoscevano tutte le testimonianze ricordate, ma i loro pregiudizi e la loro superbia li rendevano incapaci di riconoscerle come tali e di credere in Gesù.

Ma Gesù non si scompone: c’è una testimonianza che lo sostiene ed è quella che riceve dal Padre suo.

E’ questo il mistero profondo che c’è in Gesù: la sua comunione con il Padre.

Si conosce Gesù solo se si arriva a questa profondità della sua persona.

Ancora una volta il Vangelo ci fa affacciare su questo infinito amore che unisce il Padre al Figlio e viceversa.

Ed è questa l’indicazione che il Vangelo di oggi ci dà per prepararci all’incontro con il Signore: un metterci con onestà davanti a Lui, senza pregiudizi; una fede non solo proclamata a parole, ma che diventi operosa; un ascolto della Parola che non sia semplicemente studio, ma che diventi preghiera.

Un segno dell’autenticità del desiderio di metterci in questo cammino di conoscenza di Gesù, è il desiderio di conoscenza più profonda anche fra noi: nelle nostre famiglie, con le persone che abbiamo vicino: quante volte si danno per scontati gesti, parole, gioie e a volte perfino lacrime, e non ci curiamo o non sappiamo, attraverso questi sentimenti, arrivare a ciò che c’è nel cuore delle persone.

Così come “nessuno conosce il Figlio se non il Padre”, perché nessuno ama il Figlio come lo ama il Padre, così anche fra noi solo l’amore ci permetterebbe di conoscerci davvero.

Don Gabriele vicario parrocchiale

 

 

 

 

 

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Categories : Commento al Vangelo della Domenica | Prima pagina


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