DON GABRIELE COMMENTA IL VANGELO DELLA TERZA DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DEL BATTISTA

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Scritto il 12 settembre, 2020

Il Vangelo di oggi inizia con una annotazione che dice la solennità di questo momento: Gesù pregava. Questo ci fa intuire qualcosa del contenuto della preghiera di Gesù, una preghiera che pare non sia stata solo di parole o formule, ma anche una preghiera silenziosa, di meditazione e di domanda sulla propria missione ricevuta dal Padre.

Ed è lì che Gesù vuole condurre i suoi discepoli. Inizia con una domanda generica: cosa dice di Lui la gente?

Quante cose sono state dette nel corso degli anni su Gesù, quante ipotesi sono state fatte su di Lui!

Oggi non sentiamo più parlare di Lui in questi modi.

Non sentiamo più parlare di Lui neppure come di un grande predicatore sociale.

Oggi, accanto a un certo numero di credenti, la gran parte ci sembra lontana e indifferente davanti alla persona di Gesù. Ma Gesù incalza con una seconda domanda: “Ma voi chi dite che io sia?”.

Risponde Pietro a nome di tutti: “Tu sei il Cristo di Dio”.

Se Gesù è il nome proprio della persona (come il nome di ognuno di noi), Cristo significa invece “unto”, “consacrato” e indica quindi la sua missione.

La risposta di Pietro giunge così al cuore della persona di Gesù e lo può fare perché, come dice Gesù nel Vangelo di Matteo, “il Padre glielo ha rivelato”.

Le due domande poste in successione da Gesù sono per noi come un invito a lasciare il generico che si dice o si pensa su di Lui, e ad entrare nella sua intimità, lasciandoci coinvolgere in un rapporto personale con Lui.

La solennità di questo momento non risulta solo dalla professione di fede di Pietro, ma anche dalle parole successive di Gesù che sono il primo annuncio della sua passione.

E’ la missione attinta dal Padre nella preghiera: è la vocazione della sua vita: non una ricerca di gloria umana, come ancora credevano i suoi discepoli e Pietro stesso, ma una vita vissuta come Servo di Dio per gli uomini.

Essere il Cristo di Dio non è solo un titolo che dice la divinità di Gesù, ma esprime anche la sua filiale e totale obbedienza al Padre che lo vuole donato a noi.

Rimane aperta ancora una domanda di Gesù, alla quale ciascuno di noi è chiamato a rispondere personalmente:

“Ma chi sono io per te?”.

 

Don Gabriele Carena
Vicario Parrocchiale

 

 

 

 

 

Categories : Commento al Vangelo della Domenica | Prima pagina


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