DON GABRIELE COMMENTA IL VANGELO DELLA PRIMA DOMENICA DOPO LA DEDICAZIONE

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Scritto il 23 ottobre, 2020

Raccogliamo dal Vangelo 3 punti di riflessione che ci introducono alla Giornata Missionaria Mondiale.

1°   “Gesù morto e risorto”.

Anzitutto ci domandiamo: l’uomo d’oggi ha ancora bisogno di Dio? Dove cerca la sua felicità?

Papa Francesco esprime questo pensiero: “viviamo in una società di consumi; sperimentiamo che non è questa la strada per una vera felicità, ma non sappiamo rinunciare alle possibilità che la tecnologia ci offre. Ma se non sappiamo ricuperare le profondità della vita, avremo sempre più bisogno di surrogati per sopportarne il vuoto”.

E la Chiesa cos’ha da offrire a quest’uomo?

“Cristo crocifisso e risorto!”: è il primo punto del Vangelo di oggi.

2°   “La conversione e il perdono dei peccati”.  

Come già scriveva Paolo ai Corinti, ancora oggi “Gesù morto e risorto” appare a molti come motivo di scandalo (è mai possibile che Dio si riduca così?) o di stoltezza (come può venire da un  Dio così la salvezza per l’uomo?); ma a quanti lo sanno avvicinare con onestà di mente e di cuore, Gesù offre la sua salvezza.

Essa è dono suo, ma richiede di essere accolta da parte nostra: non è l’accoglienza semplicemente dottrinale di Gesù; è quell’accoglienza di Gesù che tocca e trasforma profondamente la vita, vi suscita conversione e riceve il perdono dei peccati e la pace.

Come capitò al buon ladrone, al centurione, a Pietro.

3°  “Il dono dello Spirito”.

Noi sentiamo e crediamo che di questa parola di perdono, di riconciliazione e di pace che ci dona Gesù l’uomo ha bisogno, non degli effimeri o falsi surrogati di felicità.

Di questo, noi, suoi discepoli, siamo debitori verso il mondo.

Ma senza di Lui la nostra opera è solo propaganda, che può riuscire perfino fastidiosa.

Perché sia vera missione dobbiamo lasciarci animare dal suo Spirito: “Io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso”.

Missionario è colui che, prima ancora che con le parole, annuncia Gesù con la sua vita: si è missionari anzitutto con ciò che si è, assolutamente prima di ciò che si dice.

L’universalità della missione che Gesù ci affida, oggi torna ad essere annuncio anche nei nostri paesi già cristiani.

Don Gabriele
Vicario parrocchiale

 

 

 

 

 

 

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