DON GABRIELE COMMENTA IL VANGELO DELLA PRIMA DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DEL BATTISTA

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Scritto il 29 agosto, 2020

Le letture di oggi ci ricordano il martirio del Battista e di tanti martiri di sempre e di oggi. Ci parlano anche di una promessa di salvezza da parte del Signore che attraversa la storia. Ma come avranno fatto Maria ai piedi della Croce, tanti martiri, o semplicemente ancora oggi tante persone tribolate a credere a questa promessa del Signore?

Quanta fatica nel credere, ma anche quanta speranza di giustizia e di consolazione!

Il Vangelo ci presenta due atteggiamenti contrapposti davanti alla persona di Gesù.

Ma al centro, come termine con cui confrontarsi, resta sempre Gesù: “Egli è qui per la salvezza e la rovina di molti”, aveva detto di lui Simeone alla presentazione al tempio.

C’è l’atteggiamento di Erode che rappresenta tutti coloro che rifiutano chi annuncia Gesù (come il Battista) e Gesù stesso.

Ci sono poi gli apostoli e la folla che sembrano invece rappresentare tutti coloro che con semplicità e retta intenzione si avvicinano a Gesù, e Gesù li accoglie annunciando loro il Regno e guarendo i malati.

Sembra essere l’immagine della misericordia di Dio che si prende cura dei semplici, degli umili, dei malati.

E noi gioiamo per questo.

Ma di coloro che sono rappresentati da Erode?

Ci separano da loro la nostra propensione a giudicare e a condannare, e i sentimenti di avversione per le ingiustizie e violenze compiute.

Non sappiamo provare compassione come la prova Dio.

Ma Lui ha penetrato in quel mondo di male con la sua preghiera: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”, e chiamando Giuda “amico”, come per risvegliare la sua coscienza dal male che stava compiendo.

La misericordia di Dio non è perdono a buon mercato, senza che ci sia bisogno di pentimento.

Eppure è tanto grande da desiderare, precedere e offrirsi per suscitare il nostro pentimento.

E’ solo l’amore che ci può spingere a penetrare in quel mondo di male, non in modo cieco, ma condividendo il desiderio di Gesù: “che nessuno si perda”.

Don Gabriele Carena
Vicario Parrocchiale

 

 

 

 

 

Categories : Commento al Vangelo della Domenica | Prima pagina


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