DON GABRIELE COMMENTA IL VANGELO DELLA FESTA DELLA SACRA FAMIGLIA

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Scritto il 26 gennaio, 2019

Oggi la Liturgia sceglie questa pagina della fuga in Egitto per parlarci della Sacra Famiglia di Gesù. Non è difficile immaginare come sia stato un momento di grande fatica, di paura, di preoccupazioni, di decisioni difficili….

Come avranno vissuto Giuseppe e Maria questo momento? Di Gesù possiamo solo anticipare quello che il Vangelo dirà di lui quando, dodicenne, dopo il suo ritrovamento al tempio, “tornò a casa e crebbe loro sottomesso”.

Certo, anche se bambino, portava in sé un mistero (l’essere Figlio di Dio) con il quale Maria e Giuseppe si saranno continuamente confrontati e questo li avrà costantemente spronati e sostenuti a vivere la loro relazione con il Padre, vivendo anche questa drammatica situazione alla luce e al buio della fede, e comunque nella fiducia in Dio.

Il cuore della Sacra Famiglia sta qui: in una ricchezza di sentimenti umani e in un’apertura alla relazione con Dio.

Quanto detto ci suggerisce 3 riflessioni.

  1. Anzitutto il nostro pensiero non può non andare ai milioni di profughi che nel mondo sono costretti a fuggire dai loro paesi. E se la Sacra Famiglia avesse trovato i confini con l’Egitto chiusi?

Accettiamo di lasciarci provocare da questa domanda? Se no, vuol dire che per noi il Vangelo e la vita sono cose che non c’entrano l’una con l’altra, e che il Vangelo e Gesù non servo alla nostra vita e non è vero che la salvano. Questo non è fare politica, ma per noi cristiani la politica non può non nascere da qui.

  1. Il rapporto che Giuseppe e Maria hanno con Gesù ci interroga su quale tipo di cura e di amore abbiamo verso i nostri figli: sono sentimenti di amore e di cura responsabili o di amore sdolcinato che si esprime in pretese presuntuose, arroganti, violente?
  2. E’ attraente per noi un modello di vita come quello della Sacra Famiglia?

Nell’esperienza umana, all’origine della famiglia c’è o ci dovrebbe essere l’innamoramento far un uomo e una donna. Ma questo è solo l’avvio: poi occorre avere cura di questo sentimento.

L’aiutarsi reciprocamente, specialmente fra sposi e/o genitori, nel vivere questa relazione personale e familiare con Dio si colloca certamente al livello più profondo di questo aiuto e cura che ci si può scambiare.

Nei momenti oscuri che insieme hanno vissuto (come quello di oggi) e nelle difficili decisioni che Giuseppe ha dovuto prendere, come gli sarà stata vicina Maria, lei che “anche quando non capiva custodiva tutto nel suo cuore”?

Giuseppe decideva, ma Maria lo sosteneva.

E’ bella, è possibile una famiglia così?

 

Don Gabriele vicario parrocchiale

 

 

 

 

 

 

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