DON GABRIELE COMMENTA IL VANGELO DELLA 6ª DOMENICA DI PASQUA

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Scritto il 16 maggio, 2020

Nel Vangelo di questa domenica, letto in questo tempo liturgico fra la Pasqua e l’ascensione, emerge l’invito di Gesù a non essere turbati per il suo ritorno al Padre.

C’è da capire la tristezza degli apostoli nel sentire da Gesù che li avrebbe lasciati; ora li vuole rincuorare con la promessa dell’invio dello Spirito Santo: inviato dal Padre nel nome di Gesù, lo Spirito avrebbe portato la presenza della Trinità nel cuore stesso dei discepoli.

A questo modo Gesù avrebbe adempiuto le sue parole: “Vado e tornerò da voi”.

I discepoli di Emmaus, dopo aver incontrato Gesù pur senza riconoscerlo, dissero: “Non ci ardeva il cuore mentre ci spiegava le Scritture!”.

Nel Vangelo di oggi Gesù dice ai discepoli che lo Spirito “vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”.

Come riuscire ad avvertire questa presenza dello Spirito in noi e a percepirne la voce?

E’ illuminante la figura di Maria della quale il Vangelo dice che, pur non comprendendo, “conservava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”.

Anche per noi lo Spirito non agisce attraverso la molteplicità delle parole, ma piuttosto nel silenzio attento, meditativo e orante di ogni parola di Gesù.

Così la memoria di Gesù e dei suoi insegnamenti non sarà solo ripetitiva, ma una comprensione nuova.

“Non sia turbato il vostro cuore”: non sono solo  parole di benevolo incoraggiamento, ma scaturiscono da questo dono dello Spirito: non è più la presenza visibile di Gesù come durante la sua vita terrena, ma in compenso è una presenza, attraverso lo Spirito, che non ci lascia mai soli.

“Vi do la mia pace”: anche questa non è una parla di conforto, ma “pace” è il dono stesso dello Spirito che il Padre e Gesù mettono nei nostri cuori: una pace così il mondo non può darla e neppure può arrivare a togliere.

Noi crediamo, per la parola di Gesù, alla verità di queste affermazioni; ma per viverle e avvertirne la verità e la forza non basta saperle, occorre farne nella preghiera una esperienza come Maria o gli apostoli.

“Vi ho detto queste cose perché voi crediate”: si esprime così la fede come la intende Gesù.

Solo così tutto si trasforma: Dio non è lontano, la religione non diventa il nostro partito o il nostro mestiere; ma il Risorto si fa presente e ci accompagna in tutti i momenti, belli o difficili, della vita: “Io sono con voi sempre”.

Don Gabriele vicario parrocchiale

 

 

 

 

 

 

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