Se fosse vero, come i sacerdoti avevano fatto dire dai soldati, che Gesù non era…
DON GABRIELE COMMENTA IL VANGELO DELLA 10ª DOMENICA DOPO PENTECOSTE
Scritto il 13 agosto, 2022

Un notabile aveva interrogato Gesù su cosa doveva fare per avere la vita eterna, e Gesù, dopo avergli ricordato l’obbedienza ai comandamenti, lo aveva invitato a vendere quello che aveva, a distribuirne il ricavato ai poveri e poi a seguirlo. Davanti a quelle parole, quell’uomo divenne molto triste e se ne andò, e Gesù concluse come abbiamo sentito nel Vangelo: “Quanto è difficile per quelli che possiedono ricchezze entrare nel Regno di Dio: sarebbe più facile ad un cammello passare per la cruna di un ago”. Ancora una volta emerge la logica del Vangelo: rinunciare per avere, perdere per vincere.
Non è la proposta, come oggi viene chiamata, della decrescita felice per risolvere i problemi della crescita demografica e dell’ecologia; la proposta di Gesù è fatta per seguire Lui e in vista del Regno.
Neppure è solo una questione di lasciare dei beni materiali; si tratta di lasciare anche la sicurezza della nostra bravura.
Molto bella, a questo riguardo, è la preghiera di Salomone ascoltata nella prima lettura, in cui, riconoscendosi “appena un ragazzo”, domanda la saggezza per governare bene il popolo, e Dio gli concede, oltre alla saggezza richiesta, anche ricchezza e gloria.
Come pure abbiamo sentito nel Vangelo come a Pietro che gli chiedeva: “E noi che abbiamo lasciato tutto per seguirti, cosa ne riceveremo?”, Gesù rispose: “Riceverete molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà”.
È bello anche notare come umiltà e distacco dai beni terreni siano condizioni che favoriscono l’avere cura di un popolo e della fraternità.
Gesù, nella sua promessa finale di vita eterna, ci fa capire che la docilità del cuore e il non attaccamento ai beni terreni e alla propria gloria sono anche la condizione per poter entrare nella vita eterna, che è vita di comunione e di amore con Dio e con tutti.
Mentre ogni comportamento contrario alla fraternità e all’umiltà ne è escluso.
Se ogni governante piccolo o grande facesse propria la preghiera di Salomone, se pregasse così ogni genitore o educatore, se sapessimo seguire Gesù non nella indifferenza dei beni terreni perché sono anch’essi necessari alla vita, ma con la libertà del cuore e delle cose… Questa è la strada che Gesù oggi ci indica per rendere bella la nostra vita di comunità e comunque per rendere libera e gioiosa la nostra vita personale.
Don Gabriele
Vicario parrocchiale
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