ALLA NOTTE DEI SANTI I GIOVANI VALSASSINESI SCOPRONO COME ‘ESSERE MISSIONE’ IN UNA SERATA DAVVERO SPECIALE

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Scritto il 3 novembre, 2019

Intensa serata per la festa di Tutti i Santi a Milano iniziata con la Notte dei Santi degli adolescenti ambrosiani, radunati attorno alla Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, per scoprire che cosa significa dire, per un battezzato e un discepolo, “Io sono Missione”. Anche un gruppo di giovani della Valsassina guidati da don Gianmaria Manzotti si sono ritrovati per una Notte dei Santi senza precedenti che ha visto coinvolti l’Arcivescovo Mario Delpini e tre Vescovi ausiliari della Diocesi, insieme a più di 30 missionari che hanno affiancato i gruppi di adolescenti nel percorso che vedeva attivati nove luoghi del centro di Milano, animati da altrettante istituzioni missionarie. È una Notte speciale quella che vivono gli adolescenti degli oratori ambrosiani. Una Notte dei Santi che sicuramente ricorderanno anche nei prossimi anni… Inizia tutto dalla splendida Basilica di Sant’Ambrogio, dove si raccolgono, a gruppi, con i loro educatori, già dalle ore 18 di giovedì 31 ottobre, nel giorno che segna la conclusione del Mese Missionario Straordinario, voluto da Papa Francesco per richiamare la coscienza che siamo «Battezzati e Inviati». E quale modo migliore se non quello di celebrarlo insieme con gli adolescenti degli oratori, pronti a scoprire il significato di questa Missione a cui tutti siamo chiamati? Lì, nel quadriportico, la Professione di fede e l’aspersione in ricordo del Battesimo. «Proprio quel momento – per lo più vissuto da piccolissimi e di cui ora non abbiamo memoria – segna l’inizio della nostra Missione sulla Terra: siamo diventati figli di Dio e, per la forza dello Spirito, Missionari del suo Vangelo», spiega don Stefano Guidi. «Io sono sempre una missione, tu sei sempre una missione… Ciascuno di noi è una missione nel mondo». Si pensava che era qualcosa da fare, la Missione, e, invece, si inizia a percepire che è più vicina ad un modo di essere, ad uno stile da tradurre, concretamente, nelle scelte di ogni giorno. Guardiamo ai Santi, alla loro luce, alla loro vita riuscita… dal punto di vista dell’essere inviati, mandati: la grandezza dei Santi è stata quella di essere persone che non hanno vissuto per se stesse ma donando la vita, lasciandosi mandare e inviare agli altri.

L’incontro con l’Arcivescovo

L’ascolto del Vangelo di Giovanni (20,18-23) viene commentato, per i primi gruppi, proprio dall’Arcivescovo Mario Delpini: «I discepoli si trovavano in un ambiente con le porte chiuse, per paura dei giudei. Erano un gruppo di uomini spaventati. Qualche volta forse capita anche a voi di avere paura… di sentirvi in difetto e complessati, di non pensarvi simpatici o di avere difficoltà a scuola. Ma, a dire la verità, Dio ha stima di voi. Non dovete dire che non valete niente, anche se a volte siete impauriti o se siamo inaffidabili. Gesù conosce ciascuno e rivela che ha stima di voi: vi considera adatti per la missione che vi vuole affidare! Ecco dunque il secondo pensiero di questa sera: il Signore ha stima di voi, quindi voi siete autorizzati ad avere stima di voi stessi. Non dovete guardarvi allo specchio e dire “che disastro che sono”… non sono bravo come quello là, vedo solo i miei pasticci… Siamo portati a sottovalutarci, a volte, magari dopo una mattina andata male a scuola, una partita persa e la ramanzina del papà: ci possono essere nella vita momenti di scoraggiamento, cose che mi fanno arrabbiare, ma se uno considera che Gesù ha stima di me capisco che io posso aver stima di me stesso, sono amico di Gesù. Per questa stima affida loro una missione: siete battezzati e inviati, chiamati per nome e chiamati per essere mandati. Gesù caratterizza la missione in una certa maniera: a chi perdonerete sarà perdonato. La missione sostanziale è quella di dire “siete perdonati”, annunciare che c’è perdono quando si sbaglia, esiste la possibilità di una vita nuova, ricominciando, riconciliati. Ecco i tre pensieri che vi voglio consegnare: non dovete sottovalutarvi, perché Dio ha stima di voi; se Dio ha stima di voi tu sei autorizzato ad aver stima di te stesso; Gesù vi manda, non in qualche impresa spericolata, a conquistare il mondo, ma il compito che vi affida è di annunciare il perdono e la pace, una missione di riconciliazione e di misericordia, creando comunità in cui ci si voglia bene».

Il percorso iniziava da In piazzale Cadorna, la Chiesa di San Vincenzo, oratorio di Sant’Ambrogio dove era presente il COE (Centro Orientamento Educativo) di Barzio, Basilica di Sant’Eustorgio, per il Vispe, alla Chiesa di San Giorgio al Palazzo, In Piazza degli Affari si balla e si canta, con i Cappuccini e i missionari volontari, nella Basilica di San Lorenzo, Basilica di San Vittore per ritornare alla Basilica di Sant’Ambrogio dove i ragazzi, arricchiti dalle esperienze e dalle testimonianze ascoltate, per vivere l’ultima parte della Notte dei Santi, impegnandosi in prima persona in un’esperienza di dialogo e di incontro con qualcun altro, il Vescovo, e poi per qualcosa di più grande, soffermandosi in silenzio per un tempo di preghiera personale, in un modo così intenso come, forse, non si è mai provato prima.

 

 

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