A Lecco L’Arcivescovo: «Camminiamo in quest’anno con entusiasmo, modestia e lentezza»

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Scritto il 17 settembre, 2020

Diversi linguaggi espressivi hanno animato la serata di presentazione della Proposta pastorale nella Basilica di San Nicolò

«Vorrei che lo stile del nostro andare fosse caratterizzato da una specie di entusiasmo, una specie di modestia, una specie di lentezza. Diamo un nome all’esperienza che abbiamo vissuto, cerchiamo di trovare gioia nella vita, una voglia di ascoltare con pazienza aspettando che il seme porti il suo frutto con la lentezza di cui ha bisogno la verità per diventare luce».

Tra diversi linguaggi – dalla preghiera alla riflessione personale e alla testimonianza, dal canto alla recitazione di brani letterari famosi, dalla bellezza di evocative immagini artistiche alla lettura di stralci della Proposta pastorale per l’anno 2020-2021 – a Lecco si svolge una Veglia, come già l’anno scorso, nella quale è lo stesso Arcivescovo a presentare la sua Proposta, incontrando i fedeli, le comunità, i movimenti e le associazioni del Decanato, riuniti, in numero contingentato, nella basilica di San Nicolò, e per la grande maggioranza collegati via streaming, tv e social.

Accanto all’Arcivescovo ci sono il Vicario per la Zona III monsignor Maurizio Rolla e il prevosto di Lecco monsignor Davide Milani. Significativo il ruolo della Fondazione Comunitaria Lecchese, con la gestione di donazioni pari a oltre 5 milioni di euro, raccolti da quasi 9000 soggetti, con una massiccia contribuzione popolare.
Arte e testimonianza

Il Sindaco racconta la pandemia:

«Un segno di speranza per tutti – per chi crede e chi non crede – e di responsabilità, perché la comunità non si costruisce a casa propria nelle proprie certezze, ma insieme, anche per contrastare una peste come quella del Covid», conclude Brivio, poco prima che l’attore Matteo Bonanni interpreti proprio il brano sulla peste tratto dal 31° capitolo dei Promessi Sposi. Poi, l’alternarsi di pagine della Proposta lette dall’Arcivescovo, momenti di elevazione musicale – il maestro Gianluca Cesana all’organo con la soprano Fiorella Pedrone eseguono Bach – l’ascolto della parola di Dio e la testimonianza di don Marco Della Corna, prete da soli 10 giorni e responsabile della Pastorale giovanile della Comunità pastorale Madonna del Rosario. Ho vissuto il silenzio contrapposto al rumore, una guida contrapposta all’autoreferenzialità, una gioia contrapposta al riempitivo», sottolinea il giovane sacerdote, mentre la seconda testimonianza, affidata a suor Laura Miolo, Madre generale delle Misericordine di San Gerardo di Monza, non ha luogo perché la religiosa, da poco, è in quarantena.

E, ancora, le sapienti parole tratte dal capitolo sesto del Libro del Siracide, icona biblica di riferimento dell’intera Proposta pastorale, introducono alla riflessione dell’Arcivescovo, che parte da una confidenza.

La riflessione dell’Arcivescovo:

«Volevo intitolare la Proposta “Un po’ di buon senso”, per dire che le nostre comunità devono darsi, forse, una calmata e le nostre iniziative devono essere proporzionate alle forze che abbiamo. L’atteggiamento di chi non presume di sapere già, un’attitudine ad ascoltare e a lasciarsi istruire: la modestia del discepolo che vuole imparare».

E, infine, «una specie di lentezza, un procedere non nervoso, un modo di concedere al tempo di produrre frutto».

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