A INTROBIO LA CELEBRAZIONE ECUMENICA 2020: “CI TRATTARONO CON GENTILEZZA” (Atti 20,2)

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Scritto il 27 gennaio, 2020

Si è svolta ad Introbio la Celebrazione Ecumenica 2020 nel Decanato della Valsassina all’interno del programma della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: otto giorni di preghiera ecumenica promossi a livello mondiale dalla Santa Sede e dal Consiglio Mondiale delle Chiese ortodosse e protestanti (WCC). Il tema di quest’anno è stato affidato ai cristiani di Malta, che ogni anno ricordano il naufragio dell’apostolo Paolo: «Ci trattarono con gentilezza» (At 28,2). Presenti alla celebrazione ecumenica Don Andrea Lotterio, responsabile ecumenismo zona di Lecco. Don Lucio Galbiati, decano di Primaluna, Sig. Luigi Ranzani, chiesa evangelica valdese, Don Marco Mauri, resp. Comunità Madonna della Neve, Don Gianmaria Manzotti, resp. decanale pastorale giovanile.

“Di fronte alla nuova situazione multietnica e multireligiosa – ha detto il decano don Lucio Galbiatiil decanato di Primaluna condivide l’attenzione a diffondere nel territorio cultura, sensibilità e mentalità ecumeniche  e riconosce l’urgenza di incontrare e conoscere culture e mentalità diverse, non solo personalmente, ma soprattutto in ambito ecclesiale. A questo scopo partecipa alle riunioni dell’Equipe Ecumenismo e Dialogo della zona di Lecco e ogni anno promuove la Preghiera Ecumenica nella Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.”

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani del 2020 è stata preparata dalle chiese cristiane di Malta e Gozo.  Paolo, condotto prigioniero a Roma  è in catene. I passeggeri della nave sono alla mercé del mare violento e della tempesta che infuria intorno a  loro. Sulla nave ci sono 276 persone: soldati, marinai e prigionieri. Tutti sono impauriti e vulnerabili, soprattutto i  prigionieri in catene. Ma, inaspettatamente, Paolo si erge nel tumulto quale faro di pace. Egli sa che la sua vita è nelle mani di un Dio a cui egli appartiene e che adora. È questo il tema principale: la divina provvidenza.

Dagli Atti degli Apostoli: “Il centurione aveva deciso di salpare nonostante il cattivo tempo, e durante la tempesta i marinai avevano preso decisioni su come governare la nave. Ma alla fine i loro piani sono mandati a monte, e solo stando insieme possono essere salvati dalla divina provvidenza. La nave e tutto il suo prezioso carico andranno perduti, ma tutti avranno salva la vita: ‘Nessuno di voi perderà neppure un capello’.

Tutti arrivano a destinazione, dove l’ospitalità degli isolani, che li trattano “con gentilezza” (Atti 28, 2), rivela l’unità del genere umano.”

Oggi molte persone affrontano gli stessi pericoli nello stesso mare. I medesimi luoghi citati caratterizzano le storie dei migranti di oggi che affrontano viaggi altrettanto pericolosi, per terra e per mare, per scampare a disastri naturali, guerre e povertà. Anche le loro vite sono in  balìa  di  forze  immense, non  solo  naturali,  ma  anche politiche, economiche e umane.

L’indifferenza umana assume varie forme: l’indifferenza di chi vende a persone disperate posti in imbarcazioni non sicure  per  la  navigazione; quella    di chi  nega il salvataggio; quella di  coloro  che  respingono  i  barconi  di migranti…  Questo racconto ci interpella come cristiani che insieme affrontano la crisi delle migrazioni.

 L’ospitalità è una virtù altamente necessaria nella ricerca dell’unità tra cristiani. Le  persone  che accolgono Paolo  e  i  suoi  compagni  non conoscevano ancora Cristo, eppure per la loro “inusuale gentilezza” un gruppo di persone divise viene radunato in unità. Nei tempestosi viaggi e nei fortuiti incontri della vita, la volontà di Dio per la sua Chiesa e per tutta l’umanità raggiunge il suo compimento; come Paolo proclamerà a Roma, la salvezza di Dio è per tutti.

Scarica il libretto della Celebrazione –> 2020 Preghiera Ecumenica a Introbio


 

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