San Giovanni Bosco 70.mo presenza dei salesiani a Sesto San Giovanni/ L’omelia di Delpini: Lo splendore dell’umanità trasfigurata dallo sguardo di Dio

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Scritto il 1 febbraio, 2018

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Migliaia di persone, tra cui oltre 2700 ragazzi, hanno partecipato alla celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo che, nella solennità di don Bosco, ha ricordato i 70 anni della presenza salesiana a Sesto San Giovanni. «C’è bisogno infinito di amicizia, di compassione, di misericordia. Mettete a frutto il vostro tempo per fare del bene»

  1. Non ci sono abbastanza ragioni per disperare.

Il vostro passato non è abbastanza lungo per essere una zavorra che pesa sulle spalle al punto da rallentare il passo e lo slancio verso il futuro.

La tua storia, come la storia di casa tua, anche se ha attraversato dure prove e dispiaceri, anche se ci sono state cattiverie e ferite, forse persino lutti dolorosi, non è una strada interrotta, non è un marchio di sconfitta, non è una predestinazione al nulla o alla dannazione.

Il vostri sensi di colpa non sono abbastanza motivati per intrappolare le speranza e i propositi in uno scetticismo scoraggiato.

I peccati commessi, i vostri peccati e i peccati dei vostri padri non bastano a stancare la misericordia di Dio. Gli angoli oscuri della vostra vita e della vostra personalità, quella parte di voi di cui vi vergognate non bastano a giustificare il discredito totale, la valutazione desolata di chi dice: “Non valgo proprio niente, sono proprio uno schifo!”.

La minaccia iscritta nell’essere vivi in questo mondo, le voci di allarme e la cappa opprimente che dipinge un futuro inospitale e minaccioso, la complessità presente e le difficoltà prevedibili per il futuro non sono un muro così invalicabile da precludere percorsi lieti, coraggiosi, lungimiranti.

No, per quanto siano squalificanti i giudizi che si danno su di voi, per quanto sia scarsa la stima che avete di voi stessi, non ci sono abbastanza ragioni per disperare.

 

  1. La stima di Dio nella benevolenza dello sguardo di san Giovanni Bosco.

Su di voi si posa lo sguardo di Dio. Lo sguardo di Dio traspare dallo sguardo di persone amiche, di educatori sapienti, di persone che continuano il carisma e lo stile di don Bosco. Lo sguardo di Dio è uno sguardo che legge in profondità, oltre le etichette che ti hanno appiccicato, oltre il buio che ti impaurisce, oltre lo scoraggiamento che ti paralizza. Lo sguardo di Dio ti conosce nelle tue miserie e nei tuoi peccati, ma ti conosce anche in tutta la luce che c’è in te, in tutta la verità buona che continua a risplendere. Lo sguardo di Dio ti guarda e si compiace di te e dice: ecco, è una cosa buona, ecco, c’è del bene in quest’uomo, in questa donna! Ecco, ci si può aspettare una vita buona proprio da questo ragazzo, proprio da questa ragazza!

Don Bosco ha imparato a guardare i ragazzi di Torino con lo sguardo di Dio, si è stupito di quanto bene c’è in ogni ragazzo e ragazza, è rimasto ammirato di quanto bene può venire da quel tale dal quale nessuno si aspettava niente.

Ecco come guardava un ragazzo don Bosco.

Ecco come impariamo a guardarci gli uni gli altri. Ecco come il vescovo vi guarda, come vi guardano i genitori, gli educatori, che si lasciano ispirare da Dio.

 

  1. Tutto quello che è vero, nobile, puro, giusto…

L’audacia di Paolo lo induce a esprimersi con gli imperativi: le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica.

Noi che abbiamo coscienza di non essere modelli ineccepibili non presumiamo di proporci come esempi capaci di tutto il bene possibile. Tuttavia osiamo professare che, per grazie di Dio, siamo contenti di aver seguito la via del bene, piuttosto che la via del male, di aver obbedito a Dio piuttosto che allo spirito del mondo e abbiamo buone ragioni per proporre a tutti di camminare sulla medesima strada, la via di Gesù.

Perciò possiamo aspettarci meraviglie gli uni dagli altri. Possiamo incoraggiarci a vicenda: siate sempre lieti, siate lieti. Il Signore è vicino! Tutto quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.

L’esortazione è quindi esigente e dice: per favore, non perdete tempo, mettete a frutto il tempo che avete per fare del bene!

C’è un’attesa enorme di sorrisi e di gioia: e dunque sorridete!

C’è un bisogno infinito di amicizia, di compassione, di misericordia: e voi ne siete capaci. E dunque siate amici affidabili, aprite il cuore alla compassione, imparate a personare

Noi non siamo fatti per la banalità, lo squallore, la volgarità: e dunque esprimete la vostra nobiltà! Elevatevi a quella nobiltà che sa apprezzare il bello, custodire l’originalità, distinguersi non per la stupidità, ma per l’arte di fare il bene, il gusto delle cose belle, la sobrietà dignitosa di chi sa fare a meno di tutto, ma non della gioia.

Nessuno è imprigionato nelle sue cattive abitudini, non c’è nessun destino che condanna alla dipendenza: e dunque un passo ogni giorno può condurre alla libertà di praticare la virtù di essere amabili, di essere puri, di essere circondati di rispetto, di stima e di lode.

E soprattutto, prima di tutto, in tutto la gloria di Dio riempie il cielo e la terra: l’amore di Dio vi abbraccia. E dunque pregate! Sperate! Siate lieti, ve lo ripeto siate lieti!

Mario Delpini 
Arcivescovo di MIlano
Foto Chiesadimilano.it

 

 

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