Lecco/L’Arcivescovo ai Sindaci: coniugare creatività e lavoro tra la gente, coltivando speranza e condivisione

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Scritto il 17 marzo, 2018

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Nelle testimonianze degli amministratori locali della Zona III è emersa l’immagine di una realtà civile ricca di iniziative, risorse e sinergie, pur con qualche ombra

L’intervento dell’Arcivescovo

«Un vescovo non ha ricette, ma può benedire garantendo che Dio è vicino ed è alleato del bene. Sono venuto per ascoltare le risonanze provocate dal “Discorso alla Città” in persone che, come voi, coltivano il bene comune con dedizione quotidiana. La mia intenzione nel raccomandare il buon vicinato è di spingere tutti a essere protagonisti del gesto minimo, quello che ognuno può fare, appunto, in vista di un bene comune che permetta di vivere insieme», chiarisce subito monsignor Delpini, che aggiunge. «La “legge della decima” indica che esiste un dovere del dare, oltre che il diritto di avere. Non ho risposte, ma mi sembra che questa “arte” – che mi sta molto a cuore – possa mettere d’accordo e indicare la possibile convocazione, anche in ambito amministrativo, degli artisti che, con la loro invenzione e genialità, guardano lontano, e il reclutamento degli artigiani capaci di non fare le cose in serie. Tenendo così insieme lo stare in cima o ai piedi del campanile».

Pur non avendo «soluzioni preconfezionate», un consiglio, chiarissimo, il Vescovo lo vuole dare: «Occorre desiderare un’alleanza tra la Comunità cristiana e la società civile. Non possiamo avere una convivenza parallela perché, anche se siamo diversi, vogliamo tutti il bene della gente. Sarebbe bello che, per iniziativa del Sindaco, si convocasse una sorta di Stati generali in cui il dirigente scolastico, il direttore del Presidio sanitario, della Banca, le forze dell’Ordine si trovino per individuare le priorità da perseguire nel territorio». Una convocazione che il Vescovo definisce «promettente», soprattutto considerando che «affrontare e sconfiggere l’arroganza di chi pretende significa creare appartenenza».

In questa logica, nasce l’auspicio: «Abbiamo bisogno di qualche gesto simbolico, di un forma di prossimità gli uni agli altri, anche del Sindaco ai cittadini, attraverso l’orgoglio di aver fatto qualcosa con una creatività che può essere anche la poesia, l’arte, la bellezza per cui impegnare qualche risorsa». Una scelta realizzabile «in un territorio, come questo, che ha tante possibilità e senza nulla sottrarre ai bisogni più gravi e urgenti».

L’invito è a valorizzare la grande ricchezza «del bene che si fa in queste terre, del volontariato di cura per le persone e il territorio. Come mai abbiamo una presenza così capillare e rilevante di arte del buon vicinato praticato e, invece, un’immagine così problematica? Chiediamoci se si tratti di una lettura obiettiva della realtà. A me pare che non riusciamo sempre a comporre l’ammirazione per il bene che si fa con l’apprensione per il male che registriamo. Dobbiamo imparare a sperare di più, attivando persone, risorse, competenze e incoraggiando il tema della sussidiarietà. Mi piace dirvi che vi sono vicino, non solo con formalità, ma con vera ammirazione per la presenza tra la gente, per il servire il bisogno spicciolo e, nello tempo, per il vostro essere registi di uno sguardo che si sporge verso il futuro».

Il video dell’intervento dell’Arcivescovo:

Da Chiesadimilano.it Link

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