LA LECTIO DI DON GRAZIANO: LA MATEMATICA DI DIO

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Scritto il 12 agosto, 2017

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Il cristianesimo è una religione basata sull’amore. La figura della vedova generosa ci dice che il cristianesimo è la religione del dare, anzi del dare sé stessi, perché questo è il modo migliore di esprimere l’amore. Perché un regalo sia simbolo del nostro amore per una persona deve includere qualcosa del dono di noi stessi. Così, per esempio, il contributo alla colletta di ogni domenica per il mantenimento del culto, quando nasce da un cuore sincero, costituisce un atto religioso.

Ma non sostituisce il nostro dovere di adorazione personale a Dio. Se siamo sinceri, dobbiamo riconoscere che quasi mai diamo quello che ci è necessario per vivere. Ci accontentiamo di dare quello che ci avanza. Con questa elemosina tranquillizziamo la nostra coscienza ed evitiamo di dover dare noi stessi a quelli che hanno bisogno di calore e accoglienza, compagnia e tempo, gioia e consiglio, sorriso e amore.

Senza dubbio sarà stato leggendo questa pagina di Vangelo e immaginando questa povera vedova che san Vincenzo De Paoli arrivò a dire quella frase paradossale: “Per fortuna ci sono i poveri per i poveri: solo loro sanno dare”.

Vangelo di ampie vedute quello di oggi, che ci insegna a coniugare di più il verbo dare e di meno i verbi chiedere ed esigere. Gesù ci ha preceduti con il suo esempio. E’ venuto per dare la vita e per arricchirci con la sua povertà. Malgrado non avesse niente, neanche un posto dove posare il capo, ha passato la sua vita dando agli altri: salute, vista, movimento, luce, verità, speranza e gioia, finendo con il dare completamente sé stesso nel sacrificio che rinnoviamo nella messa.

Signore, le nostre calcolatrici non coincidono con la tua matematica, perché dove noi sommiamo quantità, Tu moltiplichi qualità. Insegnaci o Gesù a coniugare i verbi dare e dividere, per donare agli altri amore e accoglienza, rispetto e sorriso, amicizia e tempo, gioia, vita e pane.

Don Graziano vicario parrocchiale
Domenica 13 agosto 2017
Decima domenica dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano – Ciclo “A” – Vg Mc 12, 38 – 44

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