LA LECTIO DI DON GRAZIANO: FEDE E INCREDULITA’

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Scritto il 7 ottobre, 2017

incredulita

 

Si fa presto a dire: “Bisogna aver fede!” Come del resto si fa presto anche a dire: “Io sono credente.” Salvo poi ad accorgerci – o forse a non accorgerci – che in realtà siamo un po’ tutti “gente di poca fede”, pur dichiarandoci credenti.

Bisogna aver fede…”. Si, ma con tutte le cose che non vanno nel mondo e nella vita, con tutte le ingiustizie, le guerre, le disgrazie, la droga, gli inquinamenti, i tumori… come si fa ancora ad “aver fede”? Fede in chi, o in che cosa? Se uno si guarda attorno o se si cerca di capire qualcosa di come va il mondo, è più facile arrivare allo scetticismo che non alla fede. Eppure aver fede vuol dire non farsi illusioni a proposito di questo mondo e puntare tutto sull’altro. Ma quale altro? E chi ci dice che esiste davvero? E che garanzie abbiamo di trovarci qualcosa di meglio che in “questo”? O non sarà proprio la più perfida delle illusioni, quella di aspettarci in un ipotetico “aldilà” qualcosa che compensi e aggiusti tutte le cose sbagliate e le delusioni dell’ “aldiquà”?

Forse alla nostra generazione appaiono più forti le ragioni dell’incredulità e dello scetticismo che non quelle della fede. Eppure “aver fede” vuol dire credere che Lui, Gesù, è li, è qui, in mezzo a noi, dentro di noi, con tutto il suo amore, con tutta la sua onnipotenza.

Aver fede è credere che Lui sa tutto, e percorre prima di noi l’infinita complicata trama della nostra vita, per concluderla con la nostra entrata definitiva nel suo Regno. Ecco perché io non credo che esista al mondo un mestiere così difficile come quello di vivere di fede. Si tratta in fondo di fare un salto nel buio, o meglio, un salto nell’ “Invisibile”. E’ inutile nascondercelo: la fede è una prova, una tremenda prova che ha come paradigma la morte, e nessuno può evitarcela, nemmeno Dio, davanti al quale noi siamo e restiamo sempre “servi inutili”, chiamati da Lui ad essere strumenti della sua grazia, sicuri e fiduciosi solo per la cetezza della sua grandezza e bontà.

Don Graziano vicario parrocchiale
Domenica 8 ottobre 2017
Rito Ambrosiano – Ciclo “A”
Vangelo Lc 17, 7 – 10

Categories : Commento al Vangelo della Domenica | Decanato


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