IL DIACONO MANZOTTI AGLI ADOLESCENTI: “VORREI CONOSCERE GIA’TUTTI I VOSTRI NOMI” – FOTO E AUDIO

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Scritto il 3 ottobre, 2017

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Accolto a Cremeno da un buon numero di bambini e adolescenti provenienti dalle varie realtà comunitarie della Valsassina, in un oratorio addobbato a festa, il neo diacono per la Valsassina don Gianmaria Manzottisi è soffermato all’ingresso della struttura a salutare i giovanissimi presenti. Ha chiesto ad ognuno come si chiamasse: “Vorrei conoscere già tutti i vostri nomi” ha detto.

All’ingresso dell salone dell’oratorio era atteso dai quattro parroci della Valsassina: don Mauro Ghislanzoni, don Bruno Maggioni, don Marco Mauri e il decano don Lucio Galbiati affiancati da una numerosa delegazione di sacerdoti della zona, con in testa  don Alfredo Comi, arrivati appositamente a conoscerlo.

Il diacono permanente Fabrizio Valsecchi, il cerimoniere Samuele Brambilla e altri collaboratori parrocchiali di Cremeno e Barzio gli avevano preparato una calorosa accoglienza con momenti di intensa ma non pesante preghiera. Tutti a sottolineare la gioia di avere di nuovo un vicario per la Pastorale Giovanile, questa volta molto vicino di età ai ragazzi degli oratori valsassinesi. Qui farà il suo percorso verso il presbiterato il 9 giugno 2018 con la speranza che resti successivamente in Valsassina.

Don Gianmaria ha raccolto la sfida rendendosi subito protagonista ascoltando tutti, tentando di sfuggire al protocollo organizzato, stringendo mani e dialogando con bambini e ragazzi.

Don Manzotti ha raccontato ai presenti della sua vocazione nata proprio in Valsassina, a Moggio dove con il nonno trascorreva da Carate Brianza le vacanze estive e dove grazie a don Agostino Briccola ha iniziato a fare il chierichetto nella parrocchiale di San Francesco d’Assisi. “Sono figlio unico e questa Valle non la conosco tutta e mi farà un immenso piacere conoscerla – e siccome ci venivo da bambino, sembra che la Provvidenza mi abbia riportato qua. Posso dire che la mia relazione con Gesù sia iniziata proprio a Moggio: sono segni!”, ha raccontato ai presenti. Aggiungendo: “Non ho fatto scuole altolocate, sono un perito agrario, mi piace la natura e in questa Valle sono immerso nella natura. La vocazione l’ho sentita fino da piccolo. Alle elementari, ho a casa ancora il tema di allora su: Cosa vorresti fare da grande: il prete!,  ho scritto tanti anni fa.”

Poi ha proseguito: “Ero attirato dalla figura dei miei don, questi uomini sempre contenti. Mi chiedevo: dove trovano la gioia? Questa ricerca di felicità mi ha portato a fare il prete. La mia adolescenza è stata come quella di tanti altri con anche le ragazze che mi piacevano. Verso i 18 e 19 anni ne ho conosciuta una che ad un certo punto mi ha detto: Gianmaria, io ti voglio tanto bene però secondo me tu vai bene a fare il prete! Non perché non fossi in gamba con le donne! Pensavo che volesse scaricarmi! In realtà stavo già pensando di diventare sacerdote, ma avevo molta paura e lei ha visto in me questa vocazione perché mi piaceva stare in oratorio, fare l’educatore e l’aiuto catechista. Da piccolo in oratorio non andavo molto, perché si giocava solo a calcio sport che non mi appassionava. ”

Commosso, il diacono ha sottolineato: “Ero un adolescente contento, ma mi mancava sempre qualcosa. Mi sarebbe piaciuto avere una fattoria, una famiglia numerosa, ma questo non mi portava ad essere contento, felice. Attraverso la figura del mio sacerdote ho compreso cosa mi rendesse felice nella vita. E ho iniziato il percorso che mi ha portato in seminario.”

Concludendo, sempre più emozionato: “Ringrazio il Signore per queste comunità che mi ha donato perché sono un regalo grandissimo. Ci dobbiamo aiutare assieme. Io non posso fare nulla senza di voi. Mi sostiene il Signore però per trasmettervi la fede devo avere degli interlocutori. Dovete anche voi giovani dirmi che cosa sentite del Signore Gesù che può non essere la stessa cosa che io sento. Allora piano piano costruiamo assieme questo percorso e comprenderemo sempre più chi è per noi Gesù. Sarà importante creare una grande famiglia, aiutandoci l’uno con l’altro. La famiglia funziona se ci si aiuta”.

Ascolta l’audio della sua presentazione –> Presentazione diacono Manzotti

 

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