Dal Decanato di Primaluna i quattordicenni al Sacro Monte di Varese per incontrare l’Arcivescovo

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Scritto il 13 maggio, 2018

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Un pulmann dal Decanato di Primaluna è partito alla volta del cammino al Sacro Monte di Varese dal titolo “TU SEI NECESSARIO”. «Tu sei necessario» richiama una delle preghiere più note del beato Giovanni Battista Montini, che sarà proclamato santo da Papa Francesco proprio quest’anno: «Tu ci sei necessario… per conoscere il nostro essere e il nostro destino, la via per conseguirlo… Tu ci sei necessario… per ritrovare le ragioni vere della fraternità fra gli uomini… Tu ci sei necessario… per imparare l’amore vero e per camminare nella gioia e nella forza della tua carità…».

Abbiamo vissuto il cammino pregando il Rosario e ammirando la bellezza artistica delle cappelle contenenti la rappresentazione dei diversi misteri, tra le bellezze naturali che ci circondavano. Arrivati alla fine delle cappelle c’è stato un momento di preghiera con la presenza dell’Arcivescovo e mentre stava rivolgendo un pensiero ai ragazzi, ha dovuto tagliare corto, visto il brutto tempo.

Ecco ciò che ha augurato a tutti i 14enni della Diocesi, riassumendo il tutto in tre parole per guarire dalle paure cattive:
La prima parola: «L’amicizia salva dalla paura di non essere interessante per nessuno: non è guardarsi negli occhi, ma guardare insieme verso un compimento desiderabile, un orizzonte promettente».
Poi, «la mistica che è la grazia di pregare con il cuore e non solo con le labbra e i segni». Una grazia, oggi, troppo trascurata e che, pure convince che il Signore ci è necessario. «Tu ci sei necessario, Gesù, perché la comunione con Te avvolge ogni aspetto della vita con gloria inattesa, illumina ogni momento difficile, ogni paura inquietante, ogni ferita dolorosa di una luce che la trasfigura. La mistica è come immergersi in un roveto ardente che trasforma tutto, trasforma in fuoco».
E, infine, la fiducia «che non è l’ingenuità del bambino che fantastica di poteri magici che risolvono tutto; non la presunzione della persona “vissuta” che si vanta delle sue imprese. Piuttosto l’audacia del giovane che si fida di Gesù e si mette in cammino sulle strade del bene perché si rende conto che Gesù si fida di lui e si aspetta qualche cosa di buono da lui». Quella fiducia che è «l’arte di sciogliere le vele e affidarsi al vento», anche se si è ancora una piccola barca giovane nel mare della vita.

Ed ora alcuni pensieri dei ragazzi: “Quanti ragazzi come noi … Eravamo proprio tanti … Bella la solidarietà che c’è stata tra tutti noi … L’arcivescovo ci ha salutato personalmente … Bella la gioia che si è creata tra noi …”

Infine penso che la testimonianza di fede che questi ragazzi hanno dimostrato, sia stata quella di rimanere attenti nonostante la pioggia al momento di preghiera.

Cambiando il proverbio, possiamo proprio dire: “14enni bagnati, 14enni fortunati“!!!
Il mio augurio per la vostra professione di FEDE, riprende quello dell’Arcivescovo, cioè scoprire quell’arte di sciogliere le vele delle vostre vite e affidarvi al vento di Gesù!

Don Gianmaria Manzotti

Categories : Decanato | Pastorale Giovanile | Prima pagina


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