CORPUS DOMINI IN VALSASSINA: PROCESSIONI E SIGNIFICATO

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Scritto il 29 maggio, 2018

Il Corpus Domini, è sicuramente una delle solennità più sentite a livello popolare. Vuoi per il suo significato, che richiama la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, vuoi per lo stile della celebrazione. Pressoché in tutte le diocesi infatti, si accompagna a processioni, rappresentazione visiva di Gesù che percorre le strade dell’uomo.

Corpus Domini CP Madonna della neve
Giovedì 31 maggio Processione del Corpus Domini ore 20.00 a Introbio: recita di compieta. A seguire processione fino a Primaluna Sono invitati i ragazzi della prima comunione con il loro vestito, i ragazzi della cresima, i lettori, cantori, catechiste e tutti i fedeli delle parrocchie della nostra Comunità Pastorale. Adorazione notturna a Primaluna A conclusione della processione, ognuno può vivere un momento di preghiera nella notte tra giovedì e venerdì nella chiesa di Primaluna. Occorre segnare il proprio nominativo nei fogli che si trovano nelle diverse chiese. L’adorazione si conclude venerdì 1 giugno alle ore 6.30 con la recita delle Lodi.

Corpus Domini CP Maria Regina dei Monti
Doemnica 3 giugno 2018: Alle 18,30 a Pasturo – Messa e Processione del Corpus Domini – Comunità Pastorale concelebrano don Ettore Godega e don Antonio Fazzini  nel 50° di ordinazione sacerdotale.

Corpus Domini Alta Valle
Mercoledi 30 maggio a Casargo alle 20:15 e Giovedi 31 maggio a Margno a cui seguirà l’Adorazione Eucaristica

Corpus Domini UP Premana e Pagnona
Domenica 3 giugno 2018: La Messa delle 11.00 e anticipata alle 10.00 e sarà presieduta da don Umberto Bordoni, già segretario del Card. Tettamanzi. Alle ore 08.45 i coscritti 1999 si ritrovano in sacrestia per poi addobbare il primo tratto di via V. Emanuele. Alle ore  10.00 e non alle 11.00 S. Messa Solenne con la presenza della cantoria “S. Cecilia”. Al termine della S. Messa si svolgerà la processione Eucaristica del Corpus Domini, accompagnata dal corpo bandistico “S. Dionigi”. I fedeli della nostra Comunità accompagnino Gesù, presente nell’Eucaristia, tra le vie del paese. La preghiera, il canto, il silenzio ed un comportamento composto e ordinato esprimano il nostro rispetto, la nostra adorazione e la nostra lode al Mistero Eucaristico. Perché la processione Eucaristica si svolga ordinatamente è opportuno che tutti ascoltino ed eseguino le indicazioni che verranno date dagli incaricati che si troveranno lungo il percorso della processione. Invitiamo i fotografi  a svolgere diligentemente i loro servizi, evitando di disturbare il clima di preghiera.

Le origini nel Medio Evo, in Belgio

La storia delle origini ci portano nel XIII secolo, in Belgio, per la precisione a Liegi. Qui il vescovo assecondò la richiesta di una religiosa che voleva celebrare il Sacramento del corpo e sangue di Cristo al di fuori della Settimana Santa. Più precisamente le radici della festa vanno ricercate nella Gallia belgica e nelle rivelazioni della beata Giuliana di Retìne. Quest’ultima, priora nel Monastero di Monte Cornelio presso Liegi, nel 1208 ebbe una visione mistica in cui una candida luna si presentava in ombra da un lato. Un’immagine che rappresentava la Chiesa del suo tempo, che ancora mancava di una solennità in onore del Santissimo Sacramento. Fu così che il direttore spirituale della beata, il canonico Giovanni di Lausanne, supportato dal giudizio positivo di numerosi teologi presentò al vescovo la richiesta di introdurre una festa diocesi in onore del Corpus Domini. Il via libera arrivò nel 1246 con la data della festa fissata per il giovedì dopo l’ottava della Trinità.

Papa Urbano IV e il miracolo eucaristico di Bolsena

L’estensione della solennità a tutta la Chiesa però va fatta risalire a papa Urbano IV, con la bolla Transiturus dell’11 agosto 1264. È dell’anno precedente invece il miracolo eucaristico di Bolsena, nel Viterbese. Qui un sacerdote boemo, in pellegrinaggio verso Roma, mentre celebrava Messa, allo spezzare l’Ostia consacrata, fu attraversato dal dubbio della presenza reale di Cristo. In risposta alle sue perplessità, dall’Ostia uscirono allora alcune gocce di sangue che macchiarono il bianco corporale di lino (conservato nel Duomo di Orvieto) e alcune pietre dell’altare ancora oggi custodite nella basilica di Santa Cristina. Nell’estendere la solennità a tutta la Chiesa cattolica, Urbano IV scelse come collocazione il giovedì successivo alla prima domenica dopo Pentecoste (60 giorni dopo Pasqua).

L’inno scritto per la solennità da san Tommaso d’Aquino

Papa Urbano IV incaricò il teologo domenicano Tommaso d’Aquino di comporre l’officio della solennità e della Messa del Corpus et Sanguis Domini. In quel tempo, era il 1264, san Tommaso risiedeva, come il Pontefice, sull’etrusca città rupestre di Orvieto nel convento di San Domenico (che, tra l’altro, fu il primo ad essere dedicato al santo iberico). Il Doctor Angelicus insegnava teologia nello studium (l’università dell’epoca) orvietano e ancora oggi presso San Domenico si conserva ancora la cattedra dell’Aquinate e il Crocifisso ligneo che gli parlò. Tradizione vuole infatti che proprio per la profondità e completezza teologica dell’officio composto per il Corpus Domini, Gesù – attraverso quel Crocifisso – abbia detto al suo prediletto teologo: “Bene scripsisti de me, Thoma”. L’inno principale del Corpus Domini, cantato nella processione e nei Vespri, è il Pange lingua scritto e pensato da Tommaso d’Aquino.

La scelta di papa Francesco: non giovedì ma domenica

In numerosi Paesi, tra cui dal 1977 l’Italia, la celebrazione è stata tuttavia spostata alla domenica successiva. In molte Chiese locali però, tra cui obbligatoriamente a Milano, anche alla luce della recente riforma del calendario ambrosiano, la data è rimasta invariata così che la celebrazione e la processione eucaristica, rimane al giovedì. Così, fino al 2016, anche a Roma mentre quest’anno il Papa ha deciso di spostare alla domenica la processione del Corpus Domini che dal sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano, percorrendo tutta via Merulana, arriva fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore. In altre parole, nella circostanza, Francesco ha deciso di seguire il calendario liturgico italiano e non quello vaticano. Una decisione – ha spiegato il direttore della Sala Stampa vaticana Greg Burke – presa anche per permettere una maggior partecipazione di fedeli causando meno disagi alla città.  Da Avvenire

 

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