E’ un iniziativa speciale la Missione Giovani “Vieni e seguimi” organizzata dal Decanato di Primaluna per le cinque Parrocchie della Comunità Pastorale “Madonna della neve” in Valsassina. Dal 28 maggio al 9 giugno Cortenova, Introbio, Parlasco, Primaluna e Taceno vedranno protagonisti cinque Padri di Nazareth e 12 giovani loro collaboratori disponibili ad incontrare in ogni dove ragazzi, adolescenti e giovani tra i 12 e i 25 anni per annunciare il Vangelo e per rilanciare la Pastorale Giovanile.
Per quale motivo viene fatta questa Missioni Giovani ?
“Questa Missione giovani viene fatta per ripristinare i contatti con molti ragazzi che per una serie di motivi si sono sganciati dal messaggio della Chiesa Cattolica. E’ importante cercare di tornare in una relazione significativa con loro. Abbiamo deciso di chiamarla con un messaggio decisamente evangelico “Vieni e seguimi” per far capire che ogni ragazzo è importante e indispensabile per Gesù. Vogliamo inoltre dare una consistenza più grande alla neonata Comunità Pastorale in modo che sia capace di esprimersi con delle iniziative proprie comuni partendo dai giovani.”
Chi sono i religiosi e i laici protagonisti dell’ iniziativa ?
“Verranno i Padri della Congregazione dei Servi di Nazareth che sono un istituto fondato nel 1956 da Padre Silvestrelli (1)(2) cha ha avuto da subito come preoccupazione principale quella di portare il vangelo in mezzo ai giovani in particolare ai cosi detti “ragazzi del muretto” quelli messi ai margini dalle situazione che possono crearsi nelle varie realtà sociali, culturali e religiose.
Questi Padri e i loro collaboratori hanno un modo di porsi molto fresco, possiamo dire da prima evangelizzazione. Rispetto alla Missione tradizionale che punta molto sugli incontri in parrocchia convocando i ragazzi e i giovani negli ambienti oratoriani o parrocchiali. Più che una missione si tratta, di fatto, di una “convocazione” di persone che già credono in vario modo.
Questi Padri, invece, usano una metodologia che agisce come se la Valsassina non fosse più un territorio cristiano. I ragazzi vengono cercati nei Bar, nei contesti dove fanno gli allenamenti, nelle scuole e anche di porta in porta ovviamente avvertendoli prima senza usare metodi che tolgono la libertà o invadono il campo privato. E’ un sistema molto più audace ed incisivo.”
Quali obiettivi ha una così importante e per certi aspetti unica iniziativa ?
“Gli obiettivi che ci poniamo sono quelli di instaurare una collaborazione con i missionari che porterà anche a dei richiami dell’ iniziativa dopo la conclusione della fase iniziale, con l’obiettivo di estendere l’esperienza agli altri due settori del Decanato quello dell’ alta valle e quella di Barzio, Cremeno e Pasturo.”
Don Marco, che senso ha una Missione per recuperare alla Chiesa dei giovani quando sembra prevalere nel clero anziano e secolarizzato la volontà di darsi da fare solo per chi ci sta, di fatto aspettando che arrivi qualcuno senza andare, come volete fare, a portare Cristo tra i ragazzi ?
“Penso che questa affermazione sia un po’ frutto di sfinimento. Credo che per noi cristiani lo sfinimento non debba esistere. Bisogna tentare sempre in tutti i modi, inventando cose nuove per raggiungere i ragazzi. La consegna missionaria di Gesù, non bisogna dimenticarlo, dice: andate e predicate il mio Vangelo a tutti.”
Secondo lei, come mai la situazione giovanile della Valsassina è così difficile per la Chiesa Cattolica ?
“Se guardiamo al futuro, di certo diminuiranno i sacerdoti in generale e quindi di fatto quelli giovani incaricati della Pastorale Giovanile. Gli educatori volontari, che una volta erano molto numerosi, oggi sono pochi e spesso abbandonano il loro ruolo per motivi lavorativi o di studio. I giovani che hanno un talento educativo, in un territorio come il nostro, quando sono consapevoli di poter attuare una realizzazione personale propria, volano via impoverendo il tessuto sociale.
Questo impoverimento si concretizza soprattutto sotto l’aspetto culturale e spirituale. In Valsassina, ragazzi, adolescenti e giovani ci sono ma nel post cresima c’è uno sparpagliamento anche maggiore che in altre realtà anche se ormai l’abbandono della pratica religiosa e forte qui come da altre parti.”
(1)Padre Stefano Igino Silvestrelli nasce a Caprino Veronese il 1˚ gennaio 1921. Diviene sacerdote il 7 luglio 1946. Vice-parroco in due paesi della provincia di Verona, missionario dell’Azione Cattolica in Maremma Toscana, direttore di una Casa di Esercizi Spirituali, quindi fondatore – nel 1956 – della Congregazione dei Servi di Nazareth con uno specifico servizio a favore degli Adolescenti, e poi dei Sacerdoti e delle Famiglie.